Come sbloccare una caldaia che è andata in blocco

La caldaia è certamente uno dei più importanti dispositivi che abbiamo in casa, forse il più importante.

Quando questa per un qualsiasi motivo ha un malfunzionamento sicuramente abbiamo necessità di far provvedere rapidamente alla sua riparazione, dato che senza la caldaia non possiamo ad esempio avere acqua calda per fare una doccia o quella necessaria a riscaldare i termosifoni.

Ecco dunque il perché sono in tanti a considerare la caldaia come l’impianto principale di un appartamento, il fulcro del benessere.

Le anomalie che fanno andare in blocco la caldaia

Una delle anomalie che più spesso si presenta con le caldaie è quella per la quale la caldaia va in blocco e non si capisce bene come sbloccarla. Vediamo allora di capirne di più sul perché una caldaia possa andare in blocco e la maniera in cui è possibile rimediare.

La pressione dell’acqua è troppo bassa

Nel caso in cui la caldaia vada in blocco, la prima cosa che possiamo fare è quella di verificare la pressione dell’acqua.

Per far ciò, è sufficiente avvicinarci alla caldaia e leggere l’apposito manometro che indica la pressione dell’acqua espressa in Bar. Considera che di norma la pressione ottimale di esercizio per una caldaia è compresa tra 1,2 e 1,5 Bar.

Nel caso in cui la pressione della tua caldaia sia inferiore a questa soglia minima, probabilmente questo è il motivo per il quale la caldaia è andata in blocco.

In questo caso per risolvere ti sarà sufficiente aprire il rubinetto che si trova sotto la caldaia per far entrare dell’acqua nel circuito, così che la pressione possa nuovamente salire ripristinarsi su valori normali.

La pressione del gas è troppo bassa

Nel caso in cui la pressione del gas sia troppo bassa, la caldaia può andare in blocco. Ciò significa che la caldaia non riceve la giusta pressione di gas e per questo motivo si ferma. 

Per riuscire a capire se sia veramente questo il problema, puoi fare una rapida verifica: accendi i fornelli dal gas della cucina e prova a notare se la pressione dei fornelli è quella solita o se ti sembra essere ridotta.

Nel secondo caso c’è probabilmente un problema di erogazione e devi per questo contattare la tua azienda fornitrice di gas, chiedendo lumi sulla situazione dato che il problema non è della caldaia.

Errore non specificato

È possibile che la caldaia, ci riferiamo in particolar modo a quelle moderne con display, restituisca un errore non specificato o errore generico.

In questo caso il dispositivo non è dunque in grado di dirti quale sia la ragione per la quale Il sistema è andato in blocco, ma potrebbe trattarsi semplicemente di uno sbalzo di tensione.

In questa eventualità per risolvere devi semplicemente riavviare la caldaia premendo il tasto “reset”.

Se questo non sarà sufficiente, dovrai allora provvedere ad effettuare un reset completo. Ciò significa che dovrai direttamente togliere l’alimentazione alla caldaia e poi darle corrente riaccendendola.

Nel caso in cui il problema dovesse persistere, fai bene a contattare il tuo tecnico di installazione caldaie di fiducia per sentire il suo parere in merito.

Conclusioni

Dunque il fatto che la caldaia vada in blocco non è una cosa rara, ma al contrario è una eventualità che può anche capitare spesso. 

Per riuscire a risolvere devi prima essere in grado di individuare il problema, e le informazioni che ti abbiamo dato in questo articolo ti renderanno molto più facile questa fase.  

Individuato il problema specifico per il quale la caldaia è andata in blocco, adesso sai anche cosa fare per riuscire a sbloccarla e dunque farla funzionare nuovamente.

Cosa fare se si sospetta che i propri figli frequentino cattive amicizie?

Soprattutto quando si hanno figli che escono dal periodo dell’adolescenza e cominciano a frequentare altre persone al di fuori del contesto familiare, iniziano alcune preoccupazioni per i genitori.

Tali timori sono legato al fatto che i figli tendono a parlare sempre meno in casa di quel che fanno con gli amici, e delle volte essi manifestano un cambio di umore repentino tipico dell’età adolescenziale, ma che può celare anche dell’altro.

Le persone che i ragazzi frequentano al di fuori del contesto familiare infatti, hanno una influenza diretta sul loro comportamento e in taluni casi sono in grado di plasmare i più deboli a proprio piacimento. Questo è proprio il terreno fertile nel quale il più delle volte i giovanissimi commettono degli errori o compiono gesti che in altri momenti della propria vita non si sarebbero sognati di commettere.

Ciò è proprio uno dei principali grattacapi dei genitori al giorno d’oggi, uno stato di preoccupazione che li avvolge ogni qualvolta i figli escono di casa dato che chiaramente vorrebbero sempre il meglio per loro.

Questo è ampiamente condivisibile, ed è lecito e giusto, oltre che previsto dalla legge, che i genitori si interessino di cosa facciano i propri figli quando non sono tra le mura domestiche.

Dunque i genitori vogliono sapere cosa fanno i figli in loro assenza, chi frequentano ed in quali luoghi trascorrano il proprio tempo in loro assenza.

I genitori vengono visti come un ostacolo

È un dato di fatto per i genitori il non poter sapere dove si trovino realmente i figli in loro assenza quando sono con gli amici, né il cosa facciano, e questo crea certamente uno stato d’ansia. Tra l’altro non sempre i figli accettano l’idea di dover cambiare amicizie se queste sono ritenute pericolose dai genitori, e questo può dunque essere causa di nervosismi e frizioni in famiglia.

 Al contrario, i ragazzi in questo caso tendono ad assumere un atteggiamento di rifiuto e negazione e si chiudono ulteriormente in loro stessi, al punto tale da cominciare a vedere nei genitori un ostacolo alla propria libertà.

Proprio da casi simili nasce da parte dei genitori la necessità di indagare per cercare di capire cosa facciano i figli in loro assenza, chiaramente in maniera discreta e senza che loro possano in nessun caso accorgersi di essere seguiti o osservati a distanza.

Una agenzia investigativa può offrire la soluzione

Da questo punto di vista è possibile considerare l’idea di rivolgersi ad una agenzia investigativa per usufruire dei servizi di controllo sui minori. Si tratta di una attività di indagine volta al controllo sui giovanissimi, così da avere l’opportunità di poter valutare la situazione e fare in modo che i genitori possano avere un quadro chiaro e completo.

In questa maniera sarà possibile soprattutto intervenire in tempo e mettere al sicuro i giovani da eventuali situazioni a rischio nelle quali stanno inconsapevolmente scivolando, evitando così danni peggiori.

Quali sono i rischi per i giovani che frequentano cattive amicizie?

Di solito i giovani che frequentano amicizie poco raccomandabili vanno incontro a problemi legati al consumo di alcool, ma non solo. Nei casi peggiori essi cominciano ad assumere droghe di vario tipo, il che è un problema perché a lungo andare si può andare incontro ad una possibile dipendenza cronica dalle stesse, e questa è una possibilità da evitare certamente considerando anche che possono avere conseguenze negative sulla salute e sulle capacità del corpo in genere.

Gli episodi di sottrazione di denaro in casa rappresentano già un primo campanello d’allarme che merita sicuramente grande attenzione.

Ecco perché è bene usufruire dei servizi di una agenzia investigativa e sciogliere ogni dubbio, restituendo ai genitori la serenità di cui hanno bisogno.

Caratteristiche di una buona cassetta postale

La cassetta postale è un elemento imprescindibile in quanto serve a ricevere la corrispondenza e comunicazioni di vario tipo, anche a livello condominiale. Qualsiasi tipo di abitazione, a prescindere dal numero di unità abitative presenti, deve esserne dotata.

Alla stessa maniera, questo componente è necessario presso ogni tipo di ufficio, attività commerciale o sede aziendale in quanto anche questi esercizi necessitano chiaramente di ricevere comunicazioni e corrispondenza.

È molto importante dunque che la cassetta postale sia presente, che questa presenti determinate caratteristiche che consentono di utilizzarla al meglio e che al tempo stesso garantisca che ciò che viene inserito al suo interno sia ben custodito.

Vediamo allora di seguito quali sono le caratteristiche imprescindibili per una buona cassetta postale.

Le dimensioni

Una buona cassetta postale deve avere delle dimensioni che le consentano di poter ospitare al suo interno in maniera agevole buste e lettere: in particolar modo le dimensioni minime della feritoia sono di 325 x 30 mm, mentre per quel che riguarda la profondità verticale minima questa deve essere di 100 mm. Infine l’altezza minima del vano che viene protetto dal dispositivo anti prelievo deve essere di 40 mm.

Ad ogni modo oggi è possibile anche scegliere modelli con dimensioni leggermente più ampie, soprattutto se si è soliti acquistare della merce online, la quale può anche essere inserita all’interno della cassetta postale quando le sue dimensioni lo consentono.

Il materiale

Il materiale con il quale viene realizzata una cassetta della posta gioca un ruolo fondamentale, in quanto proprio da questo dipende la sua capacità di durare negli anni, quella di resistere ai tentativi di scasso da parte di eventuali malintenzionati e soprattutto di non deteriorarsi a causa delle intemperie, chiaramente per quel che riguarda le cassette postali che vengono posizionate all’esterno.

Notoriamente le migliori e le più resistenti sono quelle che vengono interamente realizzate in alluminio, sia al loro interno che all’esterno, in quanto tale materiale garantisce una durata pressoché illimitata della cassetta postale e dunque non teme nemmeno i tentativi di scasso o gli agenti atmosferici.

Facilità del ritiro della corrispondenza

Affinché ritirare la nostra corrispondenza possa essere un’operazione facile e veloce è preferibile che il fondo della cassetta sia rialzato, così da consentire alla mano di raggiungere prima la corrispondenza senza dover fare altri tentativi.

Alcuni modelli presentano inoltre degli scomparti che consentono di suddividere a priori la corrispondenza e ritirarla in maniera ordinata, senza fare in modo che questa vada a cadere per terra nel momento in cui si cerca di recuperarla.

Il design

Il design di una cassetta postale è un aspetto non indifferente, in quanto questa è considerata a tutti gli effetti come il primo elemento di casa che le persone notano quando ci vengono a trovare. Non si tratta dunque di un elemento esterno all’abitazione, ma al contrario un qualcosa che ne fa parte, e per questo esso può essere in grado di testimoniare la nostra cura per i dettagli e parte del nostro modo di essere.

Per questo motivo è bene riporre la giusta attenzione verso i dettagli, lo stile, le finiture che lo caratterizzano in base a quelli che sono i nostri gusti. Esistono modelli caratterizzati da design accattivanti e moderni che sono realmente in grado di valorizzare l’ambiente all’interno dei quali vengono collocati, sia esso un androne condominiale o la cancellata esterna.

Tenendo conto di queste variabili, ti sarà possibile scegliere la cassetta postale più adatta senza temere di andare ad effettuare un acquisto errato, ma al contrario con la sicurezza di aver scelto un elemento funzionale ed in grado di rendere più bello ogni tipo di ambiente.

Laser industriali: migliore produttività e costi contenuti

Una delle sfide che oggi interessa maggiormente l’intero settore industriale e quello della produzione in genere, è il riuscire ad aumentare il livello di produttività per rispondere in maniera soddisfacente alle richieste di mercato ma soprattutto alle richieste da parte dei clienti, che sono sempre più esigenti dal punto di vista dell’evasione degli ordini e dunque dei tempi di consegna.

Maggiore precisione di taglio e affidabilità

Questo è il motivo per il quale realtà produttive di ogni settore trovano nei laser industriali l’alleato perfetto in grado di consentire loro di riuscire a produrre più pezzi in un arco di tempo ristretto, aumentando al tempo stesso la qualità della produzione. Il laser infatti è gestito autonomamente da un robot, ed è in grado di garantire una precisione di taglio che non teme paragoni sia per quel che riguarda la cura dei più piccoli particolari che per la curvatura e tutte le altre difficoltà di taglio, saldatura o marcatura che di norma interessano il taglio laser quando questo è gestito da un operatore umano.

Vi è inoltre da considerare che c’è un interessante ritorno a livello economico in quanto chiaramente è necessaria meno manodopera e soprattutto un numero di ore lavorative inferiore per produrre lo stesso numero di pezzi. Dunque i vantaggi nell’operare con i laser industriali sono notevoli e per questo vi fanno ricorso realtà aziendali di ogni settore: dall’ambito medico-estetico a quello militare, dal settore aerospaziale a quello dell’industria automobilistica, giusto per citare alcuni esempi.

I laser industriali di Optoprim

Sul sito di Optoprim è possibile visionare un’ampia panoramica di laser industriali così da farsi un’idea su quelli che possono essere i laser maggiormente adatti alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare. Ad ogni modo è possibile richiedere una consulenza specifica e lasciarsi così aiutare dallo staff, il quale sarà certamente in grado di individuare la soluzione che maggiormente è in grado di soddisfare le necessità specifiche.

Residence Privilege Apartments | Domotica e risparmio energetico

I lussuosi appartamenti del Residence Privilege Apartments di Vimercate rappresentano la perfetta sintesi di quel che riguarda la domotica, e dunque la presenza di un elevato livello tecnologico che consente di controllare i dispositivi di casa, che quel che riguarda invece la sostenibilità ambientale, dato che i suoi lussuosi appartamenti sono stati realizzati tenendo a mente i concetti di risparmio energetico e superamento di ogni spreco. La particolare cura del loro design e la particolare tecnologia che contraddistingue ciascun appartamento sono in grado di regalare un soggiorno veramente speciale agli ospiti e farli sentire come a casa, grazie anche all’angolo cottura presente in ciascun alloggio nonché al bellissimo terrazzino di cui ogni appartamento dispone. Soluzioni d’alto profilo dunque, sia per chi è alla ricerca di una soluzione di alloggio per spostamenti personali o di piacere, che per quanti viaggiano invece per motivi di lavoro e necessitano di una soluzione che consenta al tempo stesso di potersi dedicare tranquillamente al proprio lavoro.

Questi appartamenti a Monza offrono inoltre tutta una serie di servizi particolarmente apprezzati dagli utenti quali il Wi-Fi gratuito, possibilità di inviare o ricevere fax, trasferimenti da e per gli aeroporti limitrofi, parcheggio privato, possibilità di portare con sé animali di piccole dimensioni, comodo servizio di lavanderia e stireria, deposito bagagli ed un bellissimo giardino in cui trovare il relax richiesto. C’è davvero tutto dunque per poter trovare il benessere desiderato, considerando anche la posizione strategica che consente di raggiungere facilmente Milano e Bergamo, oltre che Monza. È possibile provare a richiedere una quotazione online per scoprire la miglior tariffa disponibile per il periodo prescelto, o richiedere direttamente di ricevere un’offerta personalizzata sfruttando l’apposito form di contatto. Per informazioni è a disposizione il recapito telefonico 0395973861, il team sarà lieto di fornire rapidamente tutte le informazioni o indicazioni richieste.

Asciugamani elettrico by Mediclinics

Quando ci si trova all’interno di un locale pubblico e bisogna utilizzare i servizi igienici, ma lo stesso dicasi nelle toilette di aeroporti e stazioni, una delle cose che dà più fastidio all’utenza è il dover asciugare le mani con panni che potrebbero essere stati toccati da altre persone o fazzoletti sui quali potrebbero annidarsi germi e batteri di ogni tipo. La carta poi, ha la caratteristica di non asciugare del tutto le mani nell’immediato e soprattutto di rilasciare quei fastidiosi piccoli residui sulla pelle. Chi gestisce esercizi commerciali o uffici di ogni tipo, così come chi si occupa della gestione delle toilette all’interno di edifici pubblici e grandi infrastrutture, sa bene quali siano le necessità dell’utenza e quali gli accorgimenti in grado di fornire un servizio molto più apprezzato. In particolare, l’asciugamani elettrico Mediclinics è quel tipo di dispositivo altamente tecnologico che affina un elegante design ad una efficienza mai vista prima.

Questo modernissimo dispositivo, interamente realizzato in Europa e quindi pienamente osservante della normativa vigente in materia di sicurezza, è in grado di asciugare le mani nell’arco di 10 o 15 secondi, grazie al suo getto potente. L’utente non deve far altro che mettere la mani in posizione ed il getto si avvierà automaticamente, e l’assoluto igiene sarà garantito proprio dall’assenza di qualsiasi tipo di contatto. L’assenza di una resistenza inoltre, garantisce consumi più bassi grazie anche alla possibilità di regolare la potenza di erogazione del getto. Un innovativo sistema di raccolta delle gocce farà in modo che queste vengano convogliate all’interno di un apposito serbatoio ed eviterà così il formarsi delle solite pozze d’acqua che genericamente si creano sui pavimenti. Quando il serbatoio sarà pieno, un apposito segnale acustico avviserà della necessità di vuotarlo, operazione che può essere fatta in pochissimi secondi. È possibile contattare il recapito telefonico 0264672220 per ulteriori informazioni o preventivi.

Ricette, gli italiani dove le trovano? La ricerca fra web e libri della tradizione

Tutti ai fornelli, appassionatamente: gli italiani si confermano degli estimatori del buon cibo, come da tradizione. E le ricette preferite sono proprio quelle di “casa”, piatti apparentemente semplici che vengono preferiti rispetto a elaborazioni complesse. Una nuova ricerca dell’Osservatorio Nestlé esplora il mondo delle ricette e svela le nuove abitudini di ricerca in un mondo che cambia velocemente ma non riesce ad eliminare l’emozione dei ricettari tramandati in famiglia. Anche se è difficile ricordare come fosse la nostra vita prima di Internet, non sempre la fonte delle ricette è la rete. Sebbene avere tutto a portata di un click ha semplificato i gesti quotidiani, come la ricerca di una ricetta, sono ancora tantissimi i nostri connazionali che si affidano ai libri e ad altre fonti. Ed è curioso scoprire pure quali siano le preparazioni preferite.

Vince la semplicità in tavola

Tra i piatti più cliccati negli ultimi 12 mesi, secondo Google Trends, vincono soprattutto quelli più semplici. Il primo posto va a quelli di pasta (in ordine, alla boscaiola, con peperoni e pasta e fagioli), al secondo posto la torta di pere, al terzo posto i pancake, al quarto le crepes, al quinto posto la pizza. Al sesto posto una ricerca curiosa: quella dei biscotti ma non quelli appetitosi come comunemente intendiamo, bensì i biscotti Squid Game di solo zucchero e bicarbonato, dalla serie tv coreana direttamente al forno. Tra le tendenze in aumento si scopre che cresce la ricerca di piatti più leggeri come il poke, il porridge e l’insalata di riso ma anche cocktail, in particolare il Sex on the Beach e il Gin Tonic, perché in vista dell’estate si trasgredisce di sera per potersi dedicare a piatti sani di giorno, o viceversa.

Dove ci si ispira?

Lo studio dell’Osservatorio Nestlé conferma che il 95% degli italiani ricorre ad almeno una fonte online e il 67% utilizza almeno un social media per cercare ispirazione per le ricette. Internet con Google guida le nostre ricerche (56%), fra i social media Youtube spicca fra tutti (46%).
Ma ad ognuno la sua (fonte): i 18-24enni (58%) e i 25-34enni (49%) si affidano soprattutto ad Instagram, la fascia 35-44 anni (58%) attinge soprattutto dai siti web o dai blog di appassionati di cucina; i 45-54enni (43%) preferiscono i tutorial su Youtube. Ed è tra gli over 55 (53%) che spicca una particolare predilezione per i ricettari di famiglia, una tradizione portata avanti nel tempo anche dopo il boom di tutte le fonti online. Ma la nostra vita prima dell’avvento dei social network non era però così priva di risorse: il 62% godeva ancora del buon odore della carta stampata prendendo spunto principalmente dai libri di cucina e il 52% anche dai ricettari di famiglia, quelli tramandati di generazione in generazione. Il 46% cercava direttamente la ricetta attraverso Internet, il 35% attraverso trasmissioni televisive dedicate e il 34% si affidava alle ricette lette sui giornali o acquistava direttamente le riviste dedicate alla cucina.

Con mobilità elettrica e home working meno inquinamento urbano

A Roma e Firenze, ma anche a Londra, il 10% delle strade più inquinate può arrivare a ‘ospitare’ quasi il 60% delle emissioni veicolari di tutta la città. Allo stesso modo, il 10% dei veicoli più inquinanti può arrivare a essere responsabile per ben più della metà delle emissioni. Ma rendendo ‘elettrico’ anche solo l’1% dei veicoli privati più inquinanti in un centro urbano, la conseguente riduzione delle emissioni di CO2 sarebbe pari a quella ottenuta se una quantità 10 volte maggiore di veicoli scelti a caso fossero elettrici. Risultati analoghi si otterrebbero dall’applicazione dell’home working mirato ad evitare i viaggi sistematici da casa al lavoro anche solo di una porzione della popolazione.

Una evidenza scientifica che deve guidare le politiche anti-emissioni

È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isti) in collaborazione con il Dipartimento di ingegneria informatica, automatica e gestionale (Diag) della Sapienza Università di Roma.  Insomma, la mobilità elettrica e l’adozione dell’home working potrebbero abbassare i livelli di inquinamento ed emissioni nelle città.
“Si tratta di una evidenza scientifica di quanto sia importante compiere scelte che siano informate”, commenta Mirco Nanni, ricercatore di Cnr-Isti che ha condotto lo studio e direttore del Kdd-Lab.

Targhe alterne, divieti di circolazione o incentivi all’elettrico?

“Misure come le cosiddette targhe alterne, ancora in voga fino a pochi anni fa, sono incredibilmente meno efficaci di politiche di riduzione delle emissioni che compiano invece scelte mirate – aggiunge Mirco Nanni -, come i più recenti divieti alla circolazione dei veicoli particolarmente inquinanti, o eventuali incentivi all’elettrico, che dovrebbero, però, essere concepiti per chi inquina di più”.
Ma chi inquina di più? “Dal nostro lavoro emerge che chi si sposta in modo più prevedibile, come nel tragitto casa-lavoro, è responsabile di una maggiore fetta di emissioni di chi ha, invece, un comportamento di mobilità più erratico e imprevedibile”, spiega Luca Pappalardo ricercatore del Cnr-Isti e coordinatore dello studio.

Solo con scelte informate si può “sapere dove colpire”

Questo tipo di ricerche possono essere di aiuto ai decisori politici.
“Nel concepire politiche di riduzione delle emissioni veicolari che siano veramente efficaci e riescano, così, ad avere un impatto positivo sulle nostre città, bisogna conoscere il fenomeno in modo approfondito – sottolinea Matteo Böhm, dottorando della Sapienza e autore dello studio -. Solo con scelte informate, infatti, si può ‘sapere dove colpire’, e arrivare così a ottenere il massimo risultato. La nostra speranza è che studi come questo possano aiutare a raggiungere questo obiettivo”.

I vantaggi della digitalizzazione per la gestione delle risorse umane

Come ogni campo dell’Impresa 4.0, anche il settore HR ha ricavato consistenti benefici dalla digitalizzazione. Tuttavia è comprensibile che non tutte le aziende abbiano recepito le novità più consistenti che l’intelligenza artificiale mette a disposizione della gestione del personale. TeamSystem, un gruppo italiano impegnato nel fornire soluzioni digitali ad aziende, liberi professionisti e associazioni, ha lanciato una guida sulla digitalizzazione nella gestione delle risorse umane, in modo da fare chiarezza sugli aspetti più discussi all’interno del dibattito professionale. Il nuovo prodotto TeamSystem HR si propone di tenere costantemente aggiornati i dati e le schede lavoratore, ma anche migliorare tutti i processi di archiviazione delle competenze acquisite.

Lo strumento digitale crea un ‘contesto favorevole’

La guida redatta da Alessandra Venieri aiuta quindi tutti i destinatari B2B del prodotto a comprendere quali sono i vantaggi della digitalizzazione e quale potrebbe essere il ritorno economico per l’azienda. Il manuale parte infatti da una constatazione: il lungo e difficile periodo che il mondo del lavoro sta attraversando rischia di interferire con i processi di team building e di attaccamento al brand. Bisogna, a questo punto, creare condizioni favorevoli per superare le criticità. L’obiettivo più condiviso è attualmente quello di creare un team 4-D, diversificato, disperso, digitale e dinamico. In questo contesto rientra lo strumento digitale, che è un catalizzatore formidabile di questi processi. Nel linguaggio di settore è infatti definito ‘contesto favorevole’.

Cosa fare per agevolare i cambiamenti e valorizzare le individualità?

Il primo passo da compiere è porre un’attenzione prolungata e duratura sul dipendente. L’ufficio delle risorse umane non dovrebbe semplicemente occuparsi delle selezioni, ma anche spingere i dipendenti verso il potenziamento delle loro conoscenze e competenze, soprattutto di quelle immediatamente spendibili sul mondo del lavoro. È il concetto di Learning Organization, che fra le altre cose, rivoluziona totalmente il concetto di formazione in azienda. Questa dovrebbe essere pratica prima che teorica, flessibile e sempre ancorata alla realtà. Lo scopo è quello di rendere appagato il collaboratore e garantire che le sue idee diano un reale contribuito al business aziendale. Questo particolare tipo di formazione permette non solo un maggior attaccamento alla vision aziendale, ma fornisce anche un plus nelle relazioni con l’esterno.

Formazione e mansioni: un legame indissolubile

Una delle disfunzioni maggiori nelle aziende italiane è la poca chiarezza sulle mansioni e la suddivisione degli incarichi. Solo a partire da una distribuzione chiara e inequivocabile è possibile impostare target, obiettivi e raccogliere dati utili alla vita dell’azienda. In base a questi ultimi, infatti, si dovrebbe calibrare l’offerta formativa per il dipendente, in modo che sia sempre mirata a colmare eventuali lacune o carenze.
Per rendere possibile tutto ciò è importante che l’ufficio HR diventi un hub per l’innovazione. Le risorse umane dovrebbero essere quindi affiancate da strumenti di business intelligence, in modo da posizionare l’azienda sui mercati in modo corretto ed efficace.

Metaverso, Realtà Virtuale e Realtà Aumentata: quanto ne sanno gli italiani?

Cosa sanno gli italiani di Metaverso, Realtà aumentata, Realtà Virtuale? E come si posizionano di fronte a questi cambiamenti tecnologici epocali? Infine, quanto conoscono queste novità? Per scoprirlo, Ipsos, in collaborazione con il World Economic Forum, ha condotto una nuova indagine sondando l’opinione dei cittadini in 29 Paesi del mondo -tra cui l’Italia- con l’obiettivo di comprendere il grado di conoscenza di questi concetti, il livello di entusiasmo per le nuove tecnologie e l’impatto che queste possano avere nella vita delle persone nel prossimo decennio. In generale, circa la metà degli intervistati dichiara di conoscere il Metaverso (52%) e di provare sentimenti positivi nei confronti dell’utilizzo della realtà estesa nella vita quotidiana (50%). Tuttavia, l’indagine evidenzia ampie differenze nella familiarità e nel consenso nei confronti di queste nuove tecnologie tra i vari Paesi e gruppi demografici.

Metaverso, conosciuto sì o no?

Negli ultimi mesi il Metaverso ha acquisto un’importanza sempre più rilevante, diventando un argomento di cui si sente parlare molto spesso. Ma si sa cos’è e come funziona nello specifico?
Il Metaverso è spesso identificato come il successore di Internet, una nuova realtà virtuale che può essere considerata come un vero e proprio mondo parallelo. Per descriverlo alcuni autori parlano di una rete composta da mondi virtuali collaborativi e immersivi, dove un numero illimitato di utenti può usare avatar per interagire, lavorare, effettuare acquisti e partecipare a varie attività. In linea generale, l’indagine internazionale di Ipsos e del World Economic Forum evidenzia ampie differenze tra i vari Paesi. Il livello di familiarità con i concetti di realtà virtuale, realtà aumentata e Metaverso è molto più alto in Turchia, India, Cina e Corea del Sud (più di due terzi dei rispondenti dichiara di conoscere le nuove tecnologie) rispetto a Polonia, Francia, Belgio, Germania e Paesi Bassi (meno di un terzo dichiara di averne familiarità). E in Italia? Il concetto di realtà virtuale è conosciuto dall’84% degli italiani, 4 punti in più rispetto alla media internazionale pari all’80%. Il 66% degli italiani dichiara di conoscere cosa si intenda per realtà aumentata, contro il 61% della media internazionale. Il Metaverso è il concetto -tra i tre esaminati- che registra la percentuale più bassa. Nonostante ciò, oltre un italiano su due (58%) afferma di conoscere di cosa si tratti, 6 punti in più rispetto alla media internazionale pari al 52%.

L’entusiasmo per le nuove tecnologie

L’indagine Ipsos-World Economic Forum rivela un entusiasmo per la realtà estesa (XR) significativamente più alto nei Paesi emergenti rispetto alla maggior parte dei Paesi ad alto reddito. In Cina, India, Perù, Arabia Saudita e Colombia oltre due terzi degli intervistati affermano di provare sentimenti positivi nei confronti delle nuove tecnologie. Al contrario, meno di un terzo dei rispondenti prova le medesime emozioni in Giappone, Gran Bretagna, Belgio, Canada, Francia e Germania. In Italia quasi un intervistato su due (46%) descrive molto/abbastanza positive le proprie sensazioni in merito alla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie nella propria vita quotidiana, 4 punti in meno rispetto alla media internazionale pari al 50%. Inoltre, il sondaggio registra dei livelli di familiarità e di opinioni favorevoli in merito ai concetti di realtà virtuale, realtà aumentata e Metaverso molto più alti tra i giovani, chi ha un livello di istruzione elevato e gli uomini rispetto alle persone più anziane, chi non ha un livello di istruzione elevato e le donne.

Polizza Rc Auto: il 34,2% degli italiani la acquista dallo smartphone

Almeno una volta all’anno gli automobilisti devono mettere a budget la spesa per la polizza Rc Auto. Ma come viene acquistata dagli italiani l’assicurazione per l’automobile?
“La pandemia e le restrizioni imposte hanno spinto gli italiani a digitalizzare molti processi – spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it -. Inevitabilmente anche il mondo delle assicurazioni è stato influenzato da queste dinamiche e l’acquisto da smartphone, device che può essere utilizzato in ogni momento e luogo, è ormai una realtà anche per il settore assicurativo”.
Secondo l’analisi di Facile.it, realizzata su un campione di oltre 279.000 polizze Rc Auto sottoscritte online, emerge infatti come rispetto al periodo pre-pandemia la percentuale di chi acquista la polizza Auto direttamente dallo smartphone sia aumentata: se nel Q1 2019 la percentuale era pari al 24,8%, oggi è il 34,2%. In pratica, 1 italiano su 3.

In Friuli-Venezia Giulia il 37,1% la sottoscrive tramite mobile

Dal punto di vista anagrafico, sono soprattutto gli individui con età compresa tra 25 e 44 anni a utilizzare maggiormente il cellulare per rinnovare o sottoscrivere la copertura per la propria vettura (38,8%). Nonostante i 65-74enni siano i meno propensi, quasi 3 italiani su 10 (28,5%) appartenenti a questa fascia d’età si affidano comunque al mobile per l’acquisto. Se a livello nazionale chi usa il cellulare per comprare l’Rc Auto rappresenta il 34,2% del campione, la percentuale sale fino al 37,1% in Friuli-Venezia Giulia, in cima alla classifica delle regioni più propense alla sottoscrizione di una assicurazione attraverso lo smartphone. Seguono sul podio Sardegna (36,5%) ed Emilia-Romagna (36,2%).

Garanzie accessorie, la più richiesta è l’assistenza stradale

Secondo i dati dell’Osservatorio Rc Auto di Facile.it, ad aprile 2022 occorrevano, in media, 443,07 euro, valore in linea con quanto speso a marzo, ma ancora inferiore rispetto a 12 mesi fa (-2,07%).
Quanto alle scelte degli automobilisti in materia di garanzie accessorie emerge come tra coloro che ne hanno inserita una in fase di preventivo, la più richiesta sia l’assistenza stradale (40%). Il dato può essere letto anche in virtù di un parco auto che continua a invecchiare. Lo scorso mese l’età media dei veicoli italiani era pari a poco più di 11 anni e mezzo, valore in aumento rispetto a quello rilevato nello stesso periodo del 2021 (10 anni e 9 mesi).

Anche la moto si assicura online

Tra le garanzie accessorie più richieste, sia pure a grande distanza, seguono la copertura infortuni conducente (19%), la tutela legale (18,4%) e la garanzia furto e incendio (11%). L’analisi di Facile.it non ha preso in considerazione solo la Responsabilità Civile per l’auto, ma anche quella per la moto. E anche in questo caso, dallo studio realizzato su oltre 23.800 polizze Rc Moto acquistate online, emerge che nel primo trimestre del 2022 un italiano su 3 (33,9%) ha acquistato la polizza per le due ruote direttamente dal proprio cellulare. Valore in aumento di 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2019.

Second Hand, gli affari si fanno online

E’ diventata la rete la piazza di scambio degli oggetti della categoria Second Hand, o più brutalmente di seconda mano. E no, non si tratta di oggetti di poco valore, e tantomeno di un business secondario: oggi questo comparto vale infatti 24 miliardi di euro, pari all’1,4% del Pil nazionale. E’ questo un dato, fra i tanti, contenuto l’ottava edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da Bva Doxa per Subito, piattaforma per vendere e comprare in modo sostenibile, che ha analizzato comportamenti e motivazioni degli italiani rispetto alla compravendita dell’usato.

Il business è in rete

Il volume degli affari online costituisce quasi il 50% del totale (49%) ed è passato da 5,4 miliardi di euro nel 2014 a 11,8 nel 2021, con una crescita netta di 1 miliardo di euro anno su anno. È quindi proprio grazie all’online che il valore totale della second hand nel 2021 è tornato a livelli pre-pandemia (24 miliardi nel 2019, 23 nel 2020). La second hand cresce principalmente grazie al digitale perché offre un’esperienza d’acquisto sempre più simile a quella dell’’e-commerce, rispondendo alle mutate esigenze dei consumatori. L’online. infatti, costituisce quasi il 50% del volume d’affari totale, passando dai 5,4 miliardi di euro del 2014 agli 11,8 del 2021, con una crescita netta di 1 miliardo di euro anno su anno. Ben il 69% di chi ha comprato e venduto oggetti usati, infatti, lo ha fatto attraverso questo canale perché più veloce (49%), offre una scelta più ampia (43%) e consente di fare tutto comodamente da casa (41%). Dal 2014 al 2021, cresce dal 30% al 70% il numero di chi si rivolge all’online per acquistare mentre chi vende passa dal 45% al 72% attestando una crescita sia in termini assoluti sia di frequenza.

Online supera offline

In particolare, nel 2021 l’online supera l’offline anche come canale più utilizzato per l’acquisto, mentre per la vendita era già assestato e in maniera cross target. La second hand non è una scelta occasionale o esperienza isolata. La frequenza della compravendita di usato continua a crescere insieme al numero di oggetti comprati e venduti. Dall’Osservatorio emerge che Il 72% di chi ha acquistato e il 69% di chi ha venduto lo fa almeno una volta ogni 6 mesi. Inoltre, il 72% di acquirenti e il 76% di venditori dichiara di avere comprato almeno lo stesso numero di oggetti dell’anno precedente, In pratica una volta scoperto questo mercato e sperimentata l’immediatezza e la facilità di utilizzo, fare second hand diventa una sana abitudine che attrae ogni anno nuove persone (15% nel 2021).La second hand mantiene il terzo posto tra i comportamenti sostenibili più messi in atto dagli italiani (52%), con picchi ancora più alti di adozione nel 2021 per Laureati (68%), Gen Z (66%), 35-44 anni (70%) e Famiglie con bambini (68%). 

In due anni al Sud -2,1% occupati

Secondo il dossier Il lavoro nel Mezzogiorno tra pandemia e fragilità strutturali, della Fondazione studi consulenti del lavoro, la pandemia ha reso il Sud ancora più debole sotto il profilo occupazionale. Il calo degli occupati, passati da 6.093mila del 2019 a 5.968mila del 2021, per una perdita di circa 125mila unità (-2,1%), è stato solo in parte attenuato dal boom del settore edile, l’unico a registrare un saldo positivo (+60mila occupati). Alla base della contrazione occupazionale del Sud ci sono le criticità di un’economia e di un sistema lavoro che non riescono a invertire la parabola discendente. Ma il dossier evidenzia anche la depressione dell’offerta di lavoro e il deterioramento della già bassa qualità dello stesso.

Il tasso di inattività sale al 46,2% nel 2021

Nel biennio 2019-2021 le persone in cerca di lavoro al Mezzogiorno sono diminuite di 129mila unità, -9,9% rispetto al -3,6% del Centro Nord. Il tasso di inattività tra la popolazione in età lavorativa è passato dal 45,4% del 2019 al 46,2% del 2021, collocandosi sopra il resto del Paese di 16,3 punti percentuali. La crisi, inoltre, ha evidenziato la precarizzazione dell’occupazione meridionale. Nel 2021, su 10 contratti attivati 4 risultano temporanei e part time (nel Centro Nord la percentuale è del 28,1%). Di contro, si è ridotta la quota delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato, passata dal 32,1% del 2014 al 17,1% del 2021.

Aumentano le famiglie in difficoltà anche tra gli occupati

Ma un altro fattore è l’impoverimento del lavoro. Il calo degli stipendi, insieme alle difficoltà vissute dai lavoratori autonomi, durante la pandemia ha incrementato il numero di famiglie in situazioni di povertà anche tra gli occupati.  Al Sud, poi, diversamente dal resto d’Italia, si amplia il divario di genere. Nel biennio 2019-2021 le donne hanno registrato una perdita occupazionale (-2,7%) di gran lunga superiore a quella degli uomini (-1,7%), e in generale, il tasso di occupazione femminile nel Mezzogiorno si attesta al 33%, -23,8% di quello maschile, e 25 punti sotto quello del Centro Nord.
Ma non è tutto: la questione giovanile nel Mezzogiorno è da anni una vera e propria emergenza nazionale.

Crescere il divario rispetto al resto del Paese

Alle ataviche criticità del contesto meridionale (scarsità di opportunità lavorative, precarietà del lavoro, calo demografico), si è aggiunto un diffuso atteggiamento di disaffezione e allontanamento dal lavoro. Tra il 2010 e il 2020 al Sud si è registrato un calo di quasi 400mila occupati tra i giovani con meno di 35 anni, soprattutto tra i giovanissimi di 15-24 anni.
“L’economia meridionale negli ultimi vent’anni ha visto crescere sempre più il proprio divario rispetto al resto del Paese – spiega Rosario De Luca, presidente di Fondazione Studi -. In tale contesto, qualsiasi politica occupazionale rischia di avere il fiato corto, in assenza di interventi che permettano un vero rilancio del Mezzogiorno”.

Salute: un italiano su due si informa su Internet

Il 53% dei nostri connazionali tra i 16 e i 74 anni di età, in pratica un italiano su due, preferisce usare Internet per avere informazioni sulla salute.
Si tratta di un dato di poco inferiore alla media europea, che si attesta al 55%. Insomma, per ottenere informazioni sulla salute gli italiani e gli europei non fanno riferimento al medico o allo specialista. Almeno, non tutti. A confermarlo sono gli ultimi dati Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, riferiti all’anno 2021. In particolare, su Internet i cittadini italiani ed europei cercano notizie relative alle malattie o alle cure, ma anche consigli per migliorare in generale il proprio benessere fisico. Ad esempio, cercando online informazioni e consigli sull’alimentazione. 

In 10 anni aumenta in tutta Europa l’uso del web per le informazioni sanitarie

Un’abitudine sempre più diffusa in tutta Europa, se si considera che nel 2011 la quota di europei che usavano il web per trovare informazioni sanitarie era del 38%, il 17% in più rispetto a dieci anni fa.  E in Italia nell’ultimo decennio il salto in avanti è stato addirittura di 26 punti percentuali: era il 27% nel 2011, e nel 2021 sale al 53%. Nell’ultimo decennio l’aumento è avvenuto in tutta Europa, anche se, secondo i dati diffusi da Eurostat, il salto più elevato è stato registrato a Cipro (+46% rispetto al 2011), seguita dalla Repubblica Ceca (+33), da Malta (+32) e Spagna (+31).

Finlandia, Paesi Bassi, Norvegia, e Danimarca sul podio

La percentuale di persone che cercano informazioni sanitarie online per scopi privati continua comunque a essere molto diversa tra gli Stati membri. La quota maggiore, nel 2021, è stata registrata in Finlandia (80%), seguita da Paesi Bassi e Norvegia (entrambe con il 77%), Danimarca (75%) e Cipro (74%). Per le quote più basse bisogna guardare alla Bulgaria (36%), alla Romania (40%), alla Germania (45%) e alla Polonia (47%), riferisce Ansa.

Eurostat: il punto di accesso a un’ampia gamma di dati sulla salute

Insomma, i cittadini della UE cercano online informazioni sanitarie relative a lesioni, malattie, alimentazione, migliorare la salute e il benessere.  La pagina panoramica di Eurostat, sulla salute funge da punto di accesso a un’ampia gamma di dati disponibili, incentrati sulla salute pubblica e sulla salute e sicurezza sul lavoro. La sezione dedicata dà accesso diretto alla banca dati sanitaria, che contiene sezioni su stato di salute, determinanti sanitari, assistenza sanitaria, disabilità, cause di morte, e salute e sicurezza sul lavoro. Se si cercano dati con analisi di accompagnamento, si può trovare la sezione Eurostat Statistics Explained, che contiene un elenco di tutti gli articoli e le pubblicazioni relative alla salute.

RC auto, premi a +5%: i consigli per risparmiare

Secondo l’Osservatorio RC Auto di Facile.it a febbraio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote occorrono, in media, 447,91 euro, il 4,9% in più rispetto a gennaio. A febbraio 2021 l’importo medio era invece pari a 464,09 euro, ma sebbene i premi siano ancora inferiori rispetto a un anno fa, a febbraio 2022 si è assistito a un leggero aumento delle tariffe. Insomma, oltre ai costi sempre più onerosi di benzina e diesel, l’altra spesa che incide sulle tasche degli automobilisti è quella della polizza RC auto.  Non sapendo se questo lieve rialzo rappresenti l’inizio di un trend di lungo periodo, Facile.it propone cinque consigli per risparmiare sull’RC auto.

Le assicurazioni non sono tutte uguali, e nemmeno gli automobilisti

Innanzitutto, confrontare le proposte disponibili sul mercato: le assicurazioni non sono tutte uguali e nemmeno gli automobilisti. Uno stesso nucleo familiare, ad esempio, potrebbe trovare conveniente fare la polizza assicurativa con compagnie diverse se possiede più veicoli.
Inoltre, è bene scegliere con attenzione le coperture aggiuntive, molto utili, ma anche in questo caso vanno scelte con cura. Assicurare contro il furto un veicolo vecchio potrebbe infatti non avere alcun senso. Da qualche tempo poi è entrata in vigore la cosiddetta RC familiare, che consente non solo di ereditare la classe di merito da un familiare convivente, ma anche di trasferire i benefici della classe di merito da una moto a un’auto e viceversa. Un importante risparmio per chi sottoscrive una nuova polizza, o per un neopatentato.

Quale polizza scegliere?

Se cercare di risparmiare è legittimo lo è altrettanto non rinunciare a caratteristiche importanti della polizza, che se sottoscritte, porterebbero a gravi problemi in caso di sinistro.
Se non siamo gli unici a guidare il mezzo meglio non sottoscrivere una polizza che preveda la guida esclusiva. Di contro, se davvero siamo e saremo gli unici alla guida, questa opzione può ridurre il premio in modo importante. Ma se al momento del sinistro non saremo alla guida dovremo rifondere il danno alla controparte. Se, invece, al volante potrebbe esserci qualche familiare con meno di 26 anni meglio non sottoscrivere una polizza con la sola guida esperta. 

Scatola nera e alcool lock

Oggi sono sempre più gli italiani che accettano di installare sul proprio veicolo un apparecchio che registri i dati di guida (la scatola nera) a fronte di una diminuzione del premio da pagare. Ovviamente, in caso di sinistro, saranno i dati registrati dalla scatola nera a far fede, e sarà inutile, ad esempio, giurare di non aver superato i limiti di velocità se lo si è fatto. Meno diffuso, ma altrettanto utile, è il cosiddetto alcool lock, ovvero uno strumento che rileva il tasso alcolemico del guidatore, e nel caso in cui il tasso sia troppo elevato, impedisce l’accensione del veicolo. Installare questo strumento potrebbe far diminuire il premio RC auto, e salvare molte vite.