Dal nucleare, alla privatizzazione dell’acqua al legittimo impedimento: il 12 e 13 giugno saremo chiamati a votare per Referendum abrogativo, di cui tanto si discute da settimane. Si vota si se si è favorevoli all'abrogazione della legge in vigore.
I decreti in questione sono già stati approvati dal Parlamento, quindi il cittadino deve decidere se far cadere o meno tali leggi. Votando si, si dichiara di non essere favorevoli al mantenimento delle leggi su acqua, nucleare e legittimo impedimento, mentre votando no, si dichiara di voler mantenere le attuali disposizioni.
Il primo quesito, secondo la denominazione sintetica formulata dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, è il seguente ‘Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione’ e riguarda la privatizzazione dell’acqua, bene primario di tutti. Votando si, si dice no alla privatizzazione dell’acqua.
Il primo quesito sull’acqua (scheda rossa) punta ad abrogare l’art. 23 bis della legge 133/08, per l’affidamento del servizio idrico alle aziende private e obbliga le società miste a ridurre la propria partecipazione pubblica al 60% entro il 2012 o, nel caso di società quotate in borsa, al 35% entro il 2015.
Secondo i No, una gestione privata consentirebbe di sostituire le infrastrutture migliorando e ottimizzando i costi del servizio, mentre secondo i Sì, la progressiva privatizzazione di questi anni ha portato a fare dell’acqua una merce e del mercato il punto di riferimento per la sua gestione, provocando dappertutto degrado e spreco della risorsa, precarizzazione del lavoro, peggioramento della qualità del servizio, aumento delle tariffe, riduzione degli investimenti, mancanza di trasparenza e di democrazia.
Il secondo quesito sull’acqua (scheda gialla) vuole abrogare il comma 1 dell’articolo 154 del DL 152, che stabilisce che l’azienda privata possa stabilire la tariffa del servizio calibrandole sul principio di adeguata remunerazione del capitale investito: i promotori del referendum ritengono che questo comma consentirà ai gestori di far lievitare i costi a piacimento, trasformando l’acqua da diritto a privilegio.
Il terzo quesito riguarda l'abolizione del nucleare (scheda grigia) e prevede l’Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. Votando Si si esprime contrarietà al nucleare in Italia, votando No si mantiene in vigore la legge attuale che vuole la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia.
Le maggiori ripercussioni politiche del referendum arriveranno dall’abrogazione della legge sul legittimo impedimento, quarto quesito (scheda verde) proposta dall’Italia dei Valori, secondo cui il legittimo impedimento è una delle leggi ad personam varate dal 1994 dal centrodestra.
Votando Si, si esprime la volontà di far cadere i privilegi per le alte cariche dello Stato di rimanere impuniti di fronte alla legge; votando No si mantiene la legislazione attuale.
Le urne saranno aperte domenica 12 giugno, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 13 giugno, dalle ore 7 alle ore 15