Residence Privilege Apartments | Domotica e risparmio energetico

I lussuosi appartamenti del Residence Privilege Apartments di Vimercate rappresentano la perfetta sintesi di quel che riguarda la domotica, e dunque la presenza di un elevato livello tecnologico che consente di controllare i dispositivi di casa, che quel che riguarda invece la sostenibilità ambientale, dato che i suoi lussuosi appartamenti sono stati realizzati tenendo a mente i concetti di risparmio energetico e superamento di ogni spreco. La particolare cura del loro design e la particolare tecnologia che contraddistingue ciascun appartamento sono in grado di regalare un soggiorno veramente speciale agli ospiti e farli sentire come a casa, grazie anche all’angolo cottura presente in ciascun alloggio nonché al bellissimo terrazzino di cui ogni appartamento dispone. Soluzioni d’alto profilo dunque, sia per chi è alla ricerca di una soluzione di alloggio per spostamenti personali o di piacere, che per quanti viaggiano invece per motivi di lavoro e necessitano di una soluzione che consenta al tempo stesso di potersi dedicare tranquillamente al proprio lavoro.

Questi appartamenti a Monza offrono inoltre tutta una serie di servizi particolarmente apprezzati dagli utenti quali il Wi-Fi gratuito, possibilità di inviare o ricevere fax, trasferimenti da e per gli aeroporti limitrofi, parcheggio privato, possibilità di portare con sé animali di piccole dimensioni, comodo servizio di lavanderia e stireria, deposito bagagli ed un bellissimo giardino in cui trovare il relax richiesto. C’è davvero tutto dunque per poter trovare il benessere desiderato, considerando anche la posizione strategica che consente di raggiungere facilmente Milano e Bergamo, oltre che Monza. È possibile provare a richiedere una quotazione online per scoprire la miglior tariffa disponibile per il periodo prescelto, o richiedere direttamente di ricevere un’offerta personalizzata sfruttando l’apposito form di contatto. Per informazioni è a disposizione il recapito telefonico 0395973861, il team sarà lieto di fornire rapidamente tutte le informazioni o indicazioni richieste.

Intelligenza artificiale più sostenibile, con nuovi circuiti e meno consumo energetico

Grazie a circuiti più veloci e minore consumo energetico l’intelligenza artificiale diventa più sostenibile. I nuovi circuiti di calcolo si basano anch’essi sulle reti neurali, ma permettono di svolgere operazioni complesse in modo più veloce, e di conseguenza, hanno bisogno di un apporto di energia inferiore.

Questo non accadrà nel futuro, ma è già realtà, perché il nuovo circuito già esiste, ed è stato sviluppato dal Politecnico di Milano. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Science Advances.

“I risultati di performance in termini di velocità e consumo di energia – spiegano i ricercatori del Politecnico di Milano – pongono le basi per una nuova generazione di acceleratori di Intelligenza artificiale, con maggiore efficienza energetica e migliore sostenibilità a livello globale”.

Elaborare i dati direttamente all’interno della memoria, come nel cervello umano

I nuovi circuiti, spiegano gli autori della ricerca, “mappano più fedelmente la struttura delle cosiddette reti neurali e le caratteristiche delle sinapsi biologiche, su cui si basano i sistemi di Intelligenza artificiale. Uno dei modi è elaborare i dati direttamente all’interno della memoria, esattamente come nel cervello umano”.

Grazie alle reti neurali, gli attuali sistemi di Intelligenza artificiale, come quelli utilizzati in un comune smartphone, sono in grado di riconoscere un volto o un oggetto, e di interpretare correttamente una parola o un brano musicale. Al costo, però, di un elevato consumo energetico, riporta Ansa.

Ridurre l’impronta ambientale delle reti neurali

“Le reti neurali – precisano i ricercatori del Politecnico di Milano – hanno, infatti, bisogno di un opportuno addestramento, così energeticamente oneroso che la loro impronta ecologica può eguagliare quella di cinque automobili in tutto il loro arco vitale”, aggiungono i ricercatori.

L’obiettivo dei nuovi circuiti è ridurre questa impronta ambientale, eseguendo calcoli complessi in una sola operazione. I nuovi circuiti riescono perciò a eseguire in una sola operazione una funzione cognitiva nota come regressione, utilizzando una memoria resistiva, chiamata memristore, che riesce a memorizzare un dato qualsiasi nel valore della sua resistenza.

Elementi di memoria organizzati in una matrice di pochi milionesimi di metro

Gli elementi di memoria sono stati quindi organizzati in una matrice delle dimensioni di pochi milionesimi di metro, e il primo test è stato determinare la retta che meglio descrive una sequenza di dati, permettendo ad esempio di prevedere l’andamento della Borsa sulla base di un semplice modello lineare.

È stata poi dimostrata la regressione logistica, che permette di classificare un dato all’interno di una banca dati. Questa funzione è fondamentale nei cosiddetti sistemi di raccomandazione, che rappresentano un importante strumento di marketing per gli acquisti sul web.

Asciugamani elettrico by Mediclinics

Quando ci si trova all’interno di un locale pubblico e bisogna utilizzare i servizi igienici, ma lo stesso dicasi nelle toilette di aeroporti e stazioni, una delle cose che dà più fastidio all’utenza è il dover asciugare le mani con panni che potrebbero essere stati toccati da altre persone o fazzoletti sui quali potrebbero annidarsi germi e batteri di ogni tipo. La carta poi, ha la caratteristica di non asciugare del tutto le mani nell’immediato e soprattutto di rilasciare quei fastidiosi piccoli residui sulla pelle. Chi gestisce esercizi commerciali o uffici di ogni tipo, così come chi si occupa della gestione delle toilette all’interno di edifici pubblici e grandi infrastrutture, sa bene quali siano le necessità dell’utenza e quali gli accorgimenti in grado di fornire un servizio molto più apprezzato. In particolare, l’asciugamani elettrico Mediclinics è quel tipo di dispositivo altamente tecnologico che affina un elegante design ad una efficienza mai vista prima.

Questo modernissimo dispositivo, interamente realizzato in Europa e quindi pienamente osservante della normativa vigente in materia di sicurezza, è in grado di asciugare le mani nell’arco di 10 o 15 secondi, grazie al suo getto potente. L’utente non deve far altro che mettere la mani in posizione ed il getto si avvierà automaticamente, e l’assoluto igiene sarà garantito proprio dall’assenza di qualsiasi tipo di contatto. L’assenza di una resistenza inoltre, garantisce consumi più bassi grazie anche alla possibilità di regolare la potenza di erogazione del getto. Un innovativo sistema di raccolta delle gocce farà in modo che queste vengano convogliate all’interno di un apposito serbatoio ed eviterà così il formarsi delle solite pozze d’acqua che genericamente si creano sui pavimenti. Quando il serbatoio sarà pieno, un apposito segnale acustico avviserà della necessità di vuotarlo, operazione che può essere fatta in pochissimi secondi. È possibile contattare il recapito telefonico 0264672220 per ulteriori informazioni o preventivi.

Cresce il mercato dell’usato, anche per gli smartphone

Così come quello delle auto di seconda mano cresce anche il mercato degli smartphone usati. A differenza di quello dei telefonini nuovi, che fa fatica in attesa di grandi novità, secondo un report della società di analisi Idc nel 2019 le consegne di smartphone usati sono aumentate del 17,6% rispetto al 2018, per un totale di 206,7 milioni di pezzi venduti. Che nel 2018 erano 175,8 milioni.

La scelta di acquistare uno smartphone usato o rigenerato, nasce dal desiderio di dotarsi di un modello che implementa caratteristiche complete senza dover sostenere un esborso economico troppo impegnativo. Il mercato dell’usato, soprattutto per modelli inizialmente acquistati non molto tempo prima, si rivela quindi essere particolarmente interessante. E per i prossimi anni secondo Idc le previsioni sono rosee, nel 2023 il numero potrebbe essere pari a 332,9 milioni di unità, con un tasso annuo medio di crescita pari al 13,6% dal 2018 al 2023, per un giro d’affari dell’ordine dei 67 miliardi di dollari.

Device già utilizzati oppure ricondizionati

L’andamento in crescita del mercato degli smartphone usati coinvolgerà tutti i Paesi, ma secondo Idc, in Nord America nel 2023, saranno riconducibili oltre un quarto delle consegne a livello mondiale di smartphone usati, riporta Ansa.

Idc fa confluire nel concetto di smartphone usati sia quelli già utilizzati e successivamente rivenduti, sia quelli ricondizionati, ovvero i dispositivi utilizzati e sottoposti a un processo che li rende nuovamente idonei all’utilizzo, e rivenduti tramite canali di vendita secondari che non comprendono la vendita tra privati.

Il 5G porterà un incremento di dispositivi vecchi non compatibili

La crescita delle vendite degli smartphone di seconda mano non sarà incentivata solo dal desiderio degli utenti di risparmiare, ma anche dalla transizione dalle reti 4G a quelle 5G, che determinerà l’arrivo sul mercato dell’usato di numerosi dispositivi di fascia medio alta non compatibili con la connettività di nuova generazione, riporta Skytg24. Modelli però ancora molto appetibili per i consumatori, nonostante manchino proprio del supporto alla nuova tecnologia di connettività.

Nel 2020 dovrebbero tornare a crescere anche le vendite dei modelli nuovi

Oltre alle vendite degli smartphone usati nel corso del 2020 dovrebbero tornare a crescere anche quelle dei modelli nuovi. Dopo il lieve calo registrato nel 2019 le consegne di nuovi device dovrebbero essere trainate dall’arrivo di nuovi iPhone economici, da una maggiore diffusione delle reti 5G, soprattutto in Cina, e dal debutto sul mercato di un numero sempre maggiore di dispositivi pieghevoli. Gli analisti prevedono che saranno consegnate più di 1,4 miliardi di unità (+1,5% a livello globale).

Diritto all’oblio sul web, il 22% delle richieste a Google arriva dai politici

Il Diritto all’oblio prevede che il gestore di un motore di ricerca sia responsabile del trattamento dei dati personali degli utenti, ed è obbligato a rimuovere i link a determinate pagine web dalla lista dei dati personali. “Diritto che si applica qualora l’informazione sia inesatta, inadeguata, non pertinente o eccessiva”, spiega Andrea Baggio, Ceo di ReputationUP, specializzata nella online reputation management, e l’eliminazione di contenuti diffamanti online.

La richiesta di rimozione viene perciò analizzata dai responsabili del motore di ricerca e vengono ponderati sia gli interessi dell’utente sia l’interesse pubblico ad accedere alle informazioni. E il 22% delle richieste di rimozione url pervenute a Google sulla base del Diritto all’oblio arriva da politici e funzionari statali.

La classifica di chi chiede di “ripulire” la propria reputazione online

Il dato, elaborato dal Centro Studi di ReputationUP, mette in evidenza quanto riportato nel Google Transparency Report dal giugno 2014 al febbraio 2020. E secondo la classifica di chi richiede di “ripulire” la propria reputazione online al primo posto risultano i minorenni, con il 42.0% delle richieste, al secondo politici/funzionari statali (22.2%), al terzo entità aziendali (18.8%), seguite da personaggi pubblici estranei alla politica (14.2%), e altri soggetti (2.8%).

Una sentenza storica per il settore della reputazione online

Degna di nota, nel settore della reputazione online, è la sentenza della Corte di Giustizia Europea emanata il 13 maggio 2014, incentrata sugli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti.  Il dispositivo parla per la prima volta di interesse pubblico quale discriminante del diritto di cronaca quando si tratta di informazioni “non adeguate, irrilevanti o non più rilevanti”.

Questo ha permesso a qualunque cittadino dell’Unione Europea di poter dar vita a un’azione giudiziaria per la rimozione di tutti i contenuti digitali compromettenti e non rilevanti all’interesse pubblico.

Perché il diritto a essere dimenticati non sta funzionando

Un diritto, quello di essere dimenticati, che però non sta funzionando come dovrebbe. A oggi, secondo dati aggiornati al mese di febbraio 2020, Google ha ricevuto circa 3.5 milioni di richieste, e a causa di questo, i tempi di risposta da parte del gigante americano possono essere molto lunghi e arrivare fino a due anni. Chi può permettersi di aspettare questi tempi lunghi per far valere il proprio diritto all’oblio? “Nessuno tra politici, manager e imprenditori può permettersi di aspettare così tanto per vedere la propria immagine online ripristinata – continua Andrea Baggio -. Per questo c’è bisogno dell’aiuto di professionisti, capaci di gestire la propria reputazione in tempi veloci, e nel migliore dei modi possibili”.