Caratteristiche di una buona cassetta postale

La cassetta postale è un elemento imprescindibile in quanto serve a ricevere la corrispondenza e comunicazioni di vario tipo, anche a livello condominiale. Qualsiasi tipo di abitazione, a prescindere dal numero di unità abitative presenti, deve esserne dotata.

Alla stessa maniera, questo componente è necessario presso ogni tipo di ufficio, attività commerciale o sede aziendale in quanto anche questi esercizi necessitano chiaramente di ricevere comunicazioni e corrispondenza.

È molto importante dunque che la cassetta postale sia presente, che questa presenti determinate caratteristiche che consentono di utilizzarla al meglio e che al tempo stesso garantisca che ciò che viene inserito al suo interno sia ben custodito.

Vediamo allora di seguito quali sono le caratteristiche imprescindibili per una buona cassetta postale.

Le dimensioni

Una buona cassetta postale deve avere delle dimensioni che le consentano di poter ospitare al suo interno in maniera agevole buste e lettere: in particolar modo le dimensioni minime della feritoia sono di 325 x 30 mm, mentre per quel che riguarda la profondità verticale minima questa deve essere di 100 mm. Infine l’altezza minima del vano che viene protetto dal dispositivo anti prelievo deve essere di 40 mm.

Ad ogni modo oggi è possibile anche scegliere modelli con dimensioni leggermente più ampie, soprattutto se si è soliti acquistare della merce online, la quale può anche essere inserita all’interno della cassetta postale quando le sue dimensioni lo consentono.

Il materiale

Il materiale con il quale viene realizzata una cassetta della posta gioca un ruolo fondamentale, in quanto proprio da questo dipende la sua capacità di durare negli anni, quella di resistere ai tentativi di scasso da parte di eventuali malintenzionati e soprattutto di non deteriorarsi a causa delle intemperie, chiaramente per quel che riguarda le cassette postali che vengono posizionate all’esterno.

Notoriamente le migliori e le più resistenti sono quelle che vengono interamente realizzate in alluminio, sia al loro interno che all’esterno, in quanto tale materiale garantisce una durata pressoché illimitata della cassetta postale e dunque non teme nemmeno i tentativi di scasso o gli agenti atmosferici.

Facilità del ritiro della corrispondenza

Affinché ritirare la nostra corrispondenza possa essere un’operazione facile e veloce è preferibile che il fondo della cassetta sia rialzato, così da consentire alla mano di raggiungere prima la corrispondenza senza dover fare altri tentativi.

Alcuni modelli presentano inoltre degli scomparti che consentono di suddividere a priori la corrispondenza e ritirarla in maniera ordinata, senza fare in modo che questa vada a cadere per terra nel momento in cui si cerca di recuperarla.

Il design

Il design di una cassetta postale è un aspetto non indifferente, in quanto questa è considerata a tutti gli effetti come il primo elemento di casa che le persone notano quando ci vengono a trovare. Non si tratta dunque di un elemento esterno all’abitazione, ma al contrario un qualcosa che ne fa parte, e per questo esso può essere in grado di testimoniare la nostra cura per i dettagli e parte del nostro modo di essere.

Per questo motivo è bene riporre la giusta attenzione verso i dettagli, lo stile, le finiture che lo caratterizzano in base a quelli che sono i nostri gusti. Esistono modelli caratterizzati da design accattivanti e moderni che sono realmente in grado di valorizzare l’ambiente all’interno dei quali vengono collocati, sia esso un androne condominiale o la cancellata esterna.

Tenendo conto di queste variabili, ti sarà possibile scegliere la cassetta postale più adatta senza temere di andare ad effettuare un acquisto errato, ma al contrario con la sicurezza di aver scelto un elemento funzionale ed in grado di rendere più bello ogni tipo di ambiente.

La decorazione eclettica

Dicono che dalla diversità nasca l’armonia. Ciò è vero soprattutto in tema di arredamento per la casa, ed è facilmente riscontrabile nelle case delle persone che conosciamo, all’interno delle quali è possibile riscontrare sempre elementi di arredo diversi tra loro che comunque messi in relazione l’uno con l’altro danno forma ad uno stile diverso e particolare.

La bellezza è insita nella diversità

In effetti nella varietà risiede il gusto, ovvero il mescolare elementi di differenti stili di decorazione che consentono di ottenere una particolare armonia quando vengono messi l’uno accanto all’altro. Una delle cose belle del decorare gli interni è che non esistono regole stabilite, ma ciascuno di noi è libero di scegliere in base ai colori o materiali che preferisce, scegliendo così mobili, arredi, suppellettili e specchi di design in base al proprio gusto personale.

Gioca con i colori e crea una atmosfera armoniosa

Nel decorare una casa è possibile giocare con i colori e i rivestimenti dei mobili, dato che queste sono le superfici più grandi per quel che riguarda gli arredi e dunque il loro colore o la loro trama è in grado di risaltare rispetto tutti gli altri elementi presenti. Dunque anche elementi che all’apparenza sembrano non avere nulla in comune tra loro, messi all’interno dello stesso ambiente sono in grado di creare una atmosfera particolare e armoniosa.

Scegli i materiali giusti

 È importante ricordare che quando devi scegliere dei mobili per una stanza, la prima scelta che devi fare non è quella relativa alle forme bensì quella relativa ai materiali, i quali possono essere legno, metallo o plastica, e devi pensare che questi dovranno coesistere tra loro tutte all’interno della stessa stanza. Non preoccuparti se talvolta alcuni di questi elementi possono avere colori completamente differenti tra loro In quanto anche le diverse cromaticità possono apportare del valore al risultato finale, per cui lasciati guidare solamente dal tuo gusto.

Questo tipo di decorazione, prende il nome di eclettica, prevede proprio il combinare diversi stili all’interno dello stesso ambiente rendendoli armoniosi tra loro.

Laser industriali: migliore produttività e costi contenuti

Una delle sfide che oggi interessa maggiormente l’intero settore industriale e quello della produzione in genere, è il riuscire ad aumentare il livello di produttività per rispondere in maniera soddisfacente alle richieste di mercato ma soprattutto alle richieste da parte dei clienti, che sono sempre più esigenti dal punto di vista dell’evasione degli ordini e dunque dei tempi di consegna.

Maggiore precisione di taglio e affidabilità

Questo è il motivo per il quale realtà produttive di ogni settore trovano nei laser industriali l’alleato perfetto in grado di consentire loro di riuscire a produrre più pezzi in un arco di tempo ristretto, aumentando al tempo stesso la qualità della produzione. Il laser infatti è gestito autonomamente da un robot, ed è in grado di garantire una precisione di taglio che non teme paragoni sia per quel che riguarda la cura dei più piccoli particolari che per la curvatura e tutte le altre difficoltà di taglio, saldatura o marcatura che di norma interessano il taglio laser quando questo è gestito da un operatore umano.

Vi è inoltre da considerare che c’è un interessante ritorno a livello economico in quanto chiaramente è necessaria meno manodopera e soprattutto un numero di ore lavorative inferiore per produrre lo stesso numero di pezzi. Dunque i vantaggi nell’operare con i laser industriali sono notevoli e per questo vi fanno ricorso realtà aziendali di ogni settore: dall’ambito medico-estetico a quello militare, dal settore aerospaziale a quello dell’industria automobilistica, giusto per citare alcuni esempi.

I laser industriali di Optoprim

Sul sito di Optoprim è possibile visionare un’ampia panoramica di laser industriali così da farsi un’idea su quelli che possono essere i laser maggiormente adatti alla tipologia di utilizzo che se ne intende fare. Ad ogni modo è possibile richiedere una consulenza specifica e lasciarsi così aiutare dallo staff, il quale sarà certamente in grado di individuare la soluzione che maggiormente è in grado di soddisfare le necessità specifiche.

Agenzia immobiliare Giordano Mischi

Giordano Mischi è una azienda che opera nel settore immobiliare ed è specializzata nella vendita di attici, ville e appartamenti di lusso, la scelta migliore se si ha necessità di vendere o acquistare una nuova abitazione a Monza e in Brianza. Lo staff è notoriamente composto da consulenti qualificati e professionali, che assicurano serietà e competenza, conoscono perfettamente tutte le possibilità a disposizione sul territorio e lavorano per soddisfare le esigenza di qualsiasi tipo di clientela.

L’agenzia Giordano Mischi è specializzata in particolar modo nelle soluzioni di alto standing abitativo, per cui se stai valutando immobili o ville Monza di un certo prestigio, qui troverai sicuramente ciò di cui hai bisogno. L’area su cui opera questa importante realtà del settore comprende Monza e la Brianza (è possibile visionare in anteprima alcune soluzioni già sul sito), in particolare nella zona del centro storico e nel Parco di Monza.

Il marchio è da anni sinonimo di affidabilità e competenza, ed è noto anche per il suo continuo evolversi e per la professionalità dei suoi consulenti, motivi per i quali da oltre trent’anni Giordano Mischi è considerata un punto di riferimento del settore nella zona di Monza e Brianza. Inoltre, chi si rivolge a questa rinomata agenzia si avvantaggerà al tempo stesso della grande trasparenza con la quale vengono gestiti i rapporti con il cliente, in tutte le pratiche e dall’inizio alla fine della procedura di acquisto o vendita.

Il servizio è dunque di assoluto valore, sia che se ne usufruisca per l’acquisto o per la vendita di un immobile di prestigio, ed il cliente usufruirà della certezza di avere intorno a sé uno staff in grado di consentirgli di ottenere le migliori condizioni. Puoi prenotare il tuo appuntamento contattando il recapito telefonico 0392315115, o raggiungendo direttamente la sede in Via Italia 39 a Monza.

Residence Privilege Apartments | Domotica e risparmio energetico

I lussuosi appartamenti del Residence Privilege Apartments di Vimercate rappresentano la perfetta sintesi di quel che riguarda la domotica, e dunque la presenza di un elevato livello tecnologico che consente di controllare i dispositivi di casa, che quel che riguarda invece la sostenibilità ambientale, dato che i suoi lussuosi appartamenti sono stati realizzati tenendo a mente i concetti di risparmio energetico e superamento di ogni spreco. La particolare cura del loro design e la particolare tecnologia che contraddistingue ciascun appartamento sono in grado di regalare un soggiorno veramente speciale agli ospiti e farli sentire come a casa, grazie anche all’angolo cottura presente in ciascun alloggio nonché al bellissimo terrazzino di cui ogni appartamento dispone. Soluzioni d’alto profilo dunque, sia per chi è alla ricerca di una soluzione di alloggio per spostamenti personali o di piacere, che per quanti viaggiano invece per motivi di lavoro e necessitano di una soluzione che consenta al tempo stesso di potersi dedicare tranquillamente al proprio lavoro.

Questi appartamenti a Monza offrono inoltre tutta una serie di servizi particolarmente apprezzati dagli utenti quali il Wi-Fi gratuito, possibilità di inviare o ricevere fax, trasferimenti da e per gli aeroporti limitrofi, parcheggio privato, possibilità di portare con sé animali di piccole dimensioni, comodo servizio di lavanderia e stireria, deposito bagagli ed un bellissimo giardino in cui trovare il relax richiesto. C’è davvero tutto dunque per poter trovare il benessere desiderato, considerando anche la posizione strategica che consente di raggiungere facilmente Milano e Bergamo, oltre che Monza. È possibile provare a richiedere una quotazione online per scoprire la miglior tariffa disponibile per il periodo prescelto, o richiedere direttamente di ricevere un’offerta personalizzata sfruttando l’apposito form di contatto. Per informazioni è a disposizione il recapito telefonico 0395973861, il team sarà lieto di fornire rapidamente tutte le informazioni o indicazioni richieste.

Asciugamani elettrico by Mediclinics

Quando ci si trova all’interno di un locale pubblico e bisogna utilizzare i servizi igienici, ma lo stesso dicasi nelle toilette di aeroporti e stazioni, una delle cose che dà più fastidio all’utenza è il dover asciugare le mani con panni che potrebbero essere stati toccati da altre persone o fazzoletti sui quali potrebbero annidarsi germi e batteri di ogni tipo. La carta poi, ha la caratteristica di non asciugare del tutto le mani nell’immediato e soprattutto di rilasciare quei fastidiosi piccoli residui sulla pelle. Chi gestisce esercizi commerciali o uffici di ogni tipo, così come chi si occupa della gestione delle toilette all’interno di edifici pubblici e grandi infrastrutture, sa bene quali siano le necessità dell’utenza e quali gli accorgimenti in grado di fornire un servizio molto più apprezzato. In particolare, l’asciugamani elettrico Mediclinics è quel tipo di dispositivo altamente tecnologico che affina un elegante design ad una efficienza mai vista prima.

Questo modernissimo dispositivo, interamente realizzato in Europa e quindi pienamente osservante della normativa vigente in materia di sicurezza, è in grado di asciugare le mani nell’arco di 10 o 15 secondi, grazie al suo getto potente. L’utente non deve far altro che mettere la mani in posizione ed il getto si avvierà automaticamente, e l’assoluto igiene sarà garantito proprio dall’assenza di qualsiasi tipo di contatto. L’assenza di una resistenza inoltre, garantisce consumi più bassi grazie anche alla possibilità di regolare la potenza di erogazione del getto. Un innovativo sistema di raccolta delle gocce farà in modo che queste vengano convogliate all’interno di un apposito serbatoio ed eviterà così il formarsi delle solite pozze d’acqua che genericamente si creano sui pavimenti. Quando il serbatoio sarà pieno, un apposito segnale acustico avviserà della necessità di vuotarlo, operazione che può essere fatta in pochissimi secondi. È possibile contattare il recapito telefonico 0264672220 per ulteriori informazioni o preventivi.

Ambiente cucina, come è cambiato dopo l’emergenza sanitaria

I lunghi mesi di lockdown e poi di limitazioni ci hanno fatto cambiare profondamente abitudini. Su tutti i fronti: degli acquisti al divertimento, dalle vacanze all’alimentazione, il Covid-19 ha veramente rivoluzionato mode e modi che ci sembravano scontati. E anche la nostra casa ha subito necessariamente questo terremoto. A maggior ragione se si considera che le abitazioni si sono dovute trasformare rapidamente anche in uffici, scuole, palestre, ristoranti… Comunque sia, la pandemia ha fatto mutare la fisionomia della casa. Dalla cucina alla zona studio, sempre più desiderata dagli italiani, anche le scelte progettuali e di arredamenti riflettono il nostro nuovo stile di vita. Senza però dimenticare il comfort e il calore casalingo, che spiega il successo di divani avvolgenti e super comodi.

Coccole ed efficienza

Alcuni di questi cambiamenti sono stati illustrati all’Ansa da Silvia Mugnano, sociologa dell’abitare della Bicocca di Milano, che durante il lockdown ha realizzato on line la ricerca #comerestoacasa. L’esperta ha messo in evidenza come, in questa nuova normalità, la cucina sia sempre più un ‘third place’, un luogo ibrido, e che anche se il 75% del campione non si è sentito stretto in casa, in  moltissimi hanno rimodulato gli spazi, ad esempio acquistando scrivanie e mobili per ricavare un piccolo studio casalingo. Insomma, la cucina è diventata il fulcro della casa – anche perchè moltissimi di noi hanno riscoperto il piacere dei fornelli, e questo spiega pure il boom di vendite di elettrodomestici e robot per la preparazione dei cibi. Due sono le tendenze principali nel “nuovo” ambiente cucina: come dice l’architetta e designer d’interni Francesca Venturoni, “Le cucine non devono sembrare cucine”, bensì devono assomigliare a un complemento di arredo come un altro. Abolite perciò le cappe e tradizionali pensili a favore di mobili meglio se sollevati da piedini, così da sembrare delle consolle, e sì anche ai sistemi a scomparsa, che attraverso delle ante permettono di chiudere lo spazio cucina, come se fosse un armadio, facendolo diventare parte del soggiorno. D’altro canto, si fa strada anche un altro trend in decisa controtendenza: la cucina è la protagonista assoluta dello spazio, con colori accesi, conviviali, pensili a giorno, ritorno dell’isola con tavoli lunghi di legno collegati direttamente al piano di lavoro, con attrezzature semi professionali in modo tale da poter lavorare e cucinare.

Sì al cibo sano

I cambiamenti riguardano anche il nostro approccio alla nutrizione e al fare la spesa. Lo spiega ancora Silvia Mugnano: “Siamo diventati consapevoli della centralità della nutrizione per motivi di salute  e vogliamo mangiare bene anche fuori casa, ecco così che il rapporto cibo/lavoro sta cambiando moltissimo: avere con noi borraccia e bento box ossia le confezioni ermetiche con dentro i nostri pranzi è entrata nella nuova normalità, inoltre siamo più consapevoli degli sprechi alimentari e dunque cuciniamo in casa e sprechiamo di meno. Il prossimo passo è riconquistare con tutto questo l’outdoor: avere spazi attrezzati alla convivialità in cui mangiare insieme ciascuno i propri piatti casalinghi, posso essere piazze e giardini urbani ma anche cortili degli uffici”.

Un adolescente su quattro salta la prima colazione

La prima colazione non dovrebbe mai mancare tra le abitudini alimentari consigliate, ma tra i Millennials il fenomeno dei ‘breakfast skipper’ è piuttosto diffuso. Dalla ricerca realizzata nel 2019 nell’ambito dell’Osservatorio Doxa-UnionFood ‘Io comincio bene’, emerge che 2 adolescenti su 10 (18%) preferiscono non mangiare nulla appena svegli, esponendosi a gravi conseguenze per la salute e il benessere psicofisico, e 1 su 4 (25, 5%) non consuma un pasto adeguato al risveglio.
“Mancare l’appuntamento con la prima colazione – dichiara la dottoressa Martina Donegani, biologa nutrizionista – comporta inevitabilmente uno scadimento delle nostre performance nelle prime ore della giornata. I ragazzi che trascurano la colazione evidenziano una minore capacità di concentrazione a scuola e una peggiore resistenza durante l’attività fisica”.

I genitori devono dare il buon esempio

Ovviamente i genitori devono dare il buon esempio, sedendosi a tavola con i propri figli per consumare tutti insieme il pasto più importante della giornata. Nelle famiglie in cui i genitori fanno colazione nella maggior parte dei casi fanno colazione anche i figli (81%). Per invogliare gli adolescenti ad adottare la sana abitudine di fare colazione ogni mattina, è importante proporre cibi piacevoli al gusto e alla vista. La colazione non deve essere un pasto monotono, ma è possibile renderla varia e allegra. Dai prodotti da forno ai pancake, dalle spremute alle centrifughe, dai biscotti al pane tostato arricchito da marmellate o creme spalmabili, la colazione può essere sempre diversa e invitante, ricca di frutti e colori di stagione.

Preferire la colazione ‘continentale’

 “Nello schema classico della cosiddetta colazione ‘continentale’, il latte o suoi derivati, primo tra tutti lo yogurt, offrono proteine e grassi che non solo forniscono materiale per costruire e mantenere i tessuti, ma agiscono anche sul controllo dell’appetito – commenta Martina Donegani -, mentre i carboidrati complessi di pane, cereali, biscotti o fette biscottate influenzano il rilascio e l’attività di ormoni coinvolti in diversi modi sia nella regolazione della sazietà sia in quella della glicemia. Un frutto fresco o una spremuta aiutano poi a integrare il giusto apporto vitaminico e a mantenere idratato l’organismo”.

Una buona abitudine anche per il controllo del peso

“Iniziare la giornata con una buona colazione aiuta anche a rispettare la suddivisione in cinque pasti che garantisce il massimo del benessere al fisico e alla mente”, aggiunge Donegani. L’effetto saziante della prima colazione, inoltre, è importante per il controllo del peso corporeo, mentre saltarla spesso “si correla a un indice di massa corporea più alto anche in età adulta – continua Donegani -, con tutte le conseguenze negative per la salute che ciò comporta: obesità, un maggiore rischio cardiovascolare e maggiore predisposizione allo sviluppo di diabete e sindrome metabolica”.

Shopping online, +15% nel terzo trimestre 2021

Le abitudini di acquisto digitale formate durante la pandemia sono diventate una vera e propria costante. Nel terzo trimestre del 2021 l’Italia conferma la propensione allo shopping online superando il dato globale, cresciuto dell’11%, e segna una crescita complessiva del 15%. Secondo le previsioni sui comportamenti di acquisto dei consumatori, per la stagione dello shopping natalizio 2021 le vendite digitali a livello globale supereranno il trilione di dollari. Si prevede però che consumatori, rivenditori e fornitori dovranno fare fronte a costi crescenti e scorte di magazzino in diminuzione a causa della forte pressione sulla supply chain. È quanto emerge dai dati relativi al terzo trimestre del 2021 dello Shopping Index, il report trimestrale di Salesforce sui trend dello shopping online.

In Italia il device che genera più traffico è lo smartphone

Sempre nel terzo trimestre dell’anno, in Italia la crescita complessiva del traffico relativo agli acquisti online cresce dell’1%, in controtendenza rispetto al calo del 2% a livello globale. L’Italia però resta tra i paesi con i tassi di conversione, ovvero il rapporto tra traffico online e ordini, più bassi al mondo (1,2%), insieme a Spagna e America Latina. Di fatto, in Italia il traffico e-commerce generato dai social media è pari all’11% e supera la media globale, dove il dato è stabile al 9%. E se a livello globale il traffico social generato da tablet ha registrato la crescita maggiore (con un aumento del 4% rispetto al terzo trimestre 2020), in Italia il device che fa da padrone, e che genera più traffico, è lo smartphone (13%), un dato coerente e in linea con i dati del il terzo trimestre 2020.

Shopping natalizio: previsioni a +7% per il commercio digitale

Secondo le previsioni di Salesforce sui comportamenti di acquisto dei consumatori, per la stagione dello shopping natalizio 2021 a livello globale si prevede una crescita complessiva del 7% del commercio digitale. Per i mesi di novembre e dicembre le vendite digitali totali raggiungeranno il record di 1,2 trilioni di dollari a livello globale, e la crescita del commercio digitale sarà trainata da un aumento del 20% dei prezzi al dettaglio, nonostante sia previsto un minor numero di ordini (-2%).

Aumento dei costi: per i consumatori i prezzi aumenteranno del 20%

Quest’anno l’aumento dei costi sembra essere in primo piano per rivenditori, fornitori e consumatori. Per i primi due sono tre i fattori che esercitano una pressione significativa sulla catena di approvvigionamento: la capacità produttiva, i costi della logistica e la carenza di manodopera. Inoltre, i problemi di inventario e l’aumento dei costi di produzione faranno lievitare l’inflazione e ridurranno i margini, generando un conseguente aumento dei prezzi al dettaglio. I consumatori quindi vedranno aumentare i prezzi del 20%. Per fare fronte a questo aumento l’utilizzo della modalità di pagamento ‘compra ora, paga dopo’ rappresenterà probabilmente l’8% degli ordini online, per un totale di spesa di circa 96 miliardi a livello globale, rispetto al 4% degli ordini nello stesso periodo nel 2020.

Il 53% delle aziende è vulnerabile agli attacchi alla supply chain


Il 53% delle aziende a livello globale ha una percezione falsata della sicurezza rispetto agli attacchi alla supply chain. Secondo il Report Acronis sulla preparazione digitale 2021, oltre la metà dei responsabili IT ritiene che l’impiego di un ‘software conosciuto e attendibile’ sia una protezione sufficiente, il che trasforma le organizzazioni in un facile bersaglio. Tanto che tre aziende su dieci riferiscono di aver dovuto affrontare almeno un attacco informatico al giorno, e solo il 20% delle aziende segnala di non aver subito alcun attacco, una percentuale in calo rispetto al 32% del 2020.

Aumentano il numero e la complessità degli attacchi

Le tipologie di attacco più diffuse quest’anno hanno raggiunto livelli record, incluso il phishing, la cui frequenza continua a crescere collocando questo tipo di attacco al primo posto (58%). Nel 2021 però è netto anche l’incremento degli attacchi malware, rilevati dal 36,5% delle aziende, con un aumento rispetto al 22,2% del 2020. Il 2021 è stato decisamente l’anno del phishing: la richiesta di soluzioni per il filtraggio degli URL è decuplicata rispetto all’anno precedente e ora il 20% delle aziende globali riconosce la pericolosità di questa minaccia. Malgrado la crescente consapevolezza circa l’autenticazione a più fattori, quasi la metà dei responsabili IT (47%) non ha ancora adottato queste soluzioni, lasciando la propria azienda vulnerabile.

Triplica la richiesta di strumenti più sicuri per la gestione da remoto

Non sorprende quindi che sia triplicata la richiesta di strumenti più sicuri per la gestione e il monitoraggio da remoto, che sale al 35,7% contro il 10% del 2020. Con il lavoro da remoto ormai riconosciuto come modalità a lungo termine, è oggi più importante che mai che i responsabili IT possano controllare e gestire una vasta gamma di dispositivi remoti. Quest’anno le aziende continuano ad adottare nuove soluzioni, ma ciò contribuisce tuttavia ad aumentare la complessità degli ambienti IT, una potenziale causa di ulteriori violazioni e di future e impreviste interruzioni operative.

I telelavoratori sono un ottimo bersaglio

Un telelavoratore su quattro ha segnalato la carenza di supporto IT come una delle principali difficoltà affrontate nel corso dell’anno, e sempre un telelavoratore su quattro non utilizza l’autenticazione a più fattori, quindi diventa facile bersaglio delle tecniche di phishing. In media, un telelavoratore su cinque è vittima di un attacco di phishing serio e riceve oltre 20 e-mail pericolose al mese. Il 71% degli intervistati ha confermato di ricevere tentativi di phishing ogni mese. Malgrado i crescenti pericoli per i dipendenti, il lavoro da remoto è una realtà destinata a durare: si continuerà a lavorare e ad assumere da remoto. È un dato di fatto a cui la maggior parte dei professionisti IT deve ancora prepararsi, trovando soluzioni per la carenza di hardware, l’aumento della complessità e il maggior fabbisogno di supporto IT e soluzioni avanzate di Cyber Security. È una vera e propria crisi esistenziale alla quale le aziende devono far fronte. In caso contrario, i costi potenziali possono essere davvero eccessivi.

Pmi italiane, il 60% non ha paura di innovare

Anche i piccoli sanno innovare. La riprova è che il 60% delle Pmi italiane è molto attenta ai temi legati all’innovazione, tema che sta conquistando sempre più spazio nelle aziende, anche nelle piccole imprese fino a 5 dipendenti. Secondo l’analisi di Aruba-Idc, il 60,5% delle piccole e medie imprese da 1 a 5 dipendenti si dichiara sensibile in merito all’innovazione. L’indagine mostra che ciò si nota in particolare nelle Pmi più strutturate, che hanno da 6 a 20 dipendenti e che nel 71,6% dei casi si sono dette “molto attente” su questo tema. Questa ricerca mostra lo sviluppo delle Pmi e la crescita della digitalizzazione soprattutto grazie alla Pec, la Posta Elettronica Certificata. 

Capacità di adattarsi ai cambiamenti digitali

Ma l’analisi evidenzia molti altri aspetti positivi: il 60% delle aziende intervistate dichiara di sapersi adattare rapidamente al nuovo stile di lavoro digitale, il 75% delle imprese si concentra sulla ricerca di nuove soluzioni per migliorare il proprio lavoro quotidiano. In particolare la ricerca di Aruba e Idc, che ha coinvolto un campione di 300 piccole e medie imprese nei diversi comparti,  han voluto approfondire il “livello di digitalizzazione raggiunto dalle piccole e medie imprese italiane e comprendere come uno tra gli strumenti cardine della digital transformation, ossia la Pec, le stia supportando in questo percorso”. 

Le Pmi italiane sono 200.000 

Le piccole e medie aziende italiane, che costituiscono la base dell’economia nazionale, a oggi sono ben 200.000, come certificano gli ultimi dati Istat. Si tratta di un dato, questo, che “dimostra come davvero queste realtà rappresentino il tessuto imprenditoriale nazionale” osservano gli analisti di Aruba e Idc. Eppure “si tende ancora a ritenere che in una piccola azienda la digitalizzazione arranchi rispetto alle realtà di fascia enterprise” ma i dati raccolti mostrano che non è così. “Il cambiamento non fa più paura come prima: quasi l’85% del mercato preso in esame nella survey esprime una sostanziale apertura rispetto al tema dell’innovazione” commenta Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba. “La repentina necessità di digitalizzazione dovuta all’emergenza sanitaria ha fatto crescere tra le Pmi la consapevolezza legata all’importanza di strumenti innovativi per affrontare il proprio lavoro ed è solo il 15% ad esprimere qualche riserva al cambiamento, ancora prima cha all’innovazione”. La maggior parte delle imprese intervistate è molto sensibile all’importanza dell’innovazione nella vita aziendale. Ciò è dovuto principalmente ai Trust Services, tra cui Pec, firme digitali e fatture elettroniche, che si sono rivelate fondamentali durante la pandemia facilitando operazioni e comunicazioni altrimenti difficili se non impossibili.

Il turismo riparte: si cercano professionisti del settore

Tra i settori più colpiti dall’onda lunga del Covid-19 c’è sicuramente il turismo. Lockdown e restrizioni, controlli e limitazioni hanno infatti messo a dura prova il comparto delle vacanze, dell’intrattenimento e della ristorazione. Ora, però, sembra che le cose stiano cambiando in positivo: dopo un’estate “salva” grazie alla voglia di viaggiare degli italiani, che sono appunto rimasti in Italia, pare che ci siano segnali confortanti anche per quanto riguarda l’occupazione. Ad affermarlo con sicurezza è il sito per la ricerca di lavoro Indeed, che rivela come gli annunci di lavoro e le ricerche contenenti keyword come ‘turismo’ e ‘ospitalità’ abbiano recuperato e superato i livelli del 2020, anno in cui gli annunci nel settore turistico sul portale sono diminuiti del 40%. Nel 2021 si è verificato un rimbalzo, con un aumento del 70% rispetto allo stesso periodo del 2020. In crescita anche i click degli utenti sui lavori legati al turismo, in aumento del 96% rispetto allo scorso anno. 

Un’industria fondamentale per l’Italia

Per il nostro Paese, quella del turismo è un’industria prioritaria, che vale diversi punti del Pil. “Il turismo e l’ospitalità sono la spina dorsale di molte regioni d’Italia e sono vitali per i lavoratori stagionali” ha dichiarato Dario D’odorico, responsabile di Indeed per il mercato Italia . “Il turismo conta per 1 posto di lavoro su 10 in tutto il mondo. Data la sua natura di settore ‘labour-intensive’, il turismo gioca un ruolo importante per l’occupazione, anche in virtù dell’’effetto moltiplicatore’ che determina nello sviluppo di posti di lavoro nelle regioni rurali e non solo. Tale effetto si verifica anche nelle città più grandi, come Roma e Venezia, in settori come l’arte e la cultura, che sovente dipendono dall’arrivo di turisti internazionali”. 

Già carenza di forza lavoro?

“Notiamo, inoltre, che, mentre il mondo inizia a ripartire, il settore non sembra essere immune alla carenza di forza lavoro a cui si inizia ad assistere. Ciò significa che i datori di lavoro in questi settori dovranno diventare più competitivi per attrarre talenti. Sarà fondamentale, quindi, migliorare il proprio employer branding” aggiunge ancora D’odorico. “Attrarre talenti va oltre lo stipendio: flessibilità e benessere sono diventanti fattori chiave nella selezione”. In generale, però, l’andamento del mercato del lavoro è positivo nel nostro Paese: come precisano dal portale, le offerte di lavoro in Italia continuano in generale a crescere e sono in aumento del 34% rispetto ai livelli pre-pandemia. Risultati migliori rispetto ad altri paesi europei come la Spagna (-2,4%), il Regno Unito (+28%) e la Francia (+17%).

Investimenti welfare in forte crescita, nonostante la pandemia

Sebbene la pandemia da Covid-19 abbia innescato una crisi globale, il patrimonio complessivo degli investitori istituzionali italiani si consolida. Il totale ammonta infatti a 953,8 miliardi di euro (di cui 198 solo di previdenza complementare): si tratta di una quota paragonabile a quasi il 58% del PIL nazionale. Il dato è contenuto nell’ottavo rapporto “Investitori istituzionali italiani: iscritti risorse e gestori per l’anno 2020” del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali. Rispetto al forte calo registrato nel mercato finanziario (soprattutto azionario) nella prima metà del 2020 resta in terreno positivo anche il tasso di rendimento: tra i migliori, +3,6% per le Fondazioni di origine Bancaria e +3,1% per i fondi pensione negoziali. Per gli investitori istituzionali, soprattutto per i fondi pensione, restano ampi i margini di incremento per gli investimenti in economia reale. Rilevata in particolare la necessità di favorire il reinvestimento di una maggiore quota del TFR confluito ai fondi pensione nel sistema produttivo.

Più forte delle crisi finanziarie

Nonostante le ricorrenti crisi finanziarie degli ultimi anni e la crisi mondiale innescata dalla pandemia da Covid-19, il patrimonio degli investitori istituzionali che operano nel welfare contrattuale (fondi pensione negoziali, preesistenti e forme di assistenza sanitaria integrativa), delle Casse Privatizzate e delle Fondazioni di origine Bancaria è aumentato dai 142,85 miliardi di euro del 2007 ai 269,84 miliardi di euro del 2020, con un incremento dell’88,9%. In percentuale del PIL, il patrimonio di questi soggetti è quindi pari al 16,3% e, includendo anche il welfare privato (Compagnie di Assicurazione del settore vita, rami I, IV e VI, fondi aperti e PIP), tale rapporto aumenta al 57,8%. Quello che emerge dal Report è quindi il ritratto di un Paese che negli anni è riuscito a consolidare il proprio mercato istituzionale, raggiungendo ormai una dimensione rilevante.

Buone performance per tutti gli investitori istituzionali

Nel 2020 tutti gli investitori istituzionali hanno realizzato buone performance, anche se inferiori a quelle del 2019. In particolare, le Fondazioni di origine Bancaria segnano un +3,6% (6,5% nello scorso anno), seguite dai fondi pensione negoziali con un +3,1% (7,2% nel 2019), dai fondi aperti con +2,9%, dai fondi preesistenti con il 2,6% e dalle gestioni separate con +1,4%; in negativo di 0,2% solo le unit linked. Risultati ancora più apprezzabili se confrontati con i “rendimenti obiettivo” TFR, inflazione e media quinquennale del PIL, che si sono attestati rispettivamente all’1,2%, -0,2% e 2%, conclude il rapporto.

Ad agosto 2021 l’indice Pmi Terziario è stabile a 78 punti

In Italia il settore terziario è in continua e forte espansione, con un’attività nuovamente aumentata e il tasso più alto in 14 anni. L’indice Pmi servizi (Purchasing Managers Index), elaborato da Ihs Markit, il fornitore di informazioni globale, nel mese di agosto 2021 si è infatti posizionato su 78 punti, un valore invariato rispetto a luglio, e che inoltre indica per il quarto mese consecutivo un incremento della produzione terziaria italiana. L’indice Pmi è il principale indicatore economico mondiale, e si basa su indagini condotte mensilmente su un gruppo di aziende selezionate che rappresentano le economie mondiali principali e quelle in via di sviluppo. L’indice fornisce in anticipo indicazioni di ciò che sta realmente accadendo nei settori economici, monitorando i cambiamenti di variabili come produzione, nuovi ordini, livelli occupazionali e prezzi.

Per la quarta volta in quattro mesi i nuovi ordini sono aumentati

Ancora una volta, i nuovi ordini sono aumentati rapidamente, con le aziende che hanno citato come cause principali le forti condizioni della domanda e la ripartenza dei viaggi internazionali, mentre le pressioni inflazionistiche sono rallentate nel corso del mese, restando tuttavia elevate. Cardine della crescita di agosto è stato il forte aumento del flusso di ordini ricevuti dalle aziende italiane di servizi.
Per la quarta volta in altrettanti mesi, anche se in rallentamento rispetto a luglio, i nuovi ordini sono infatti aumentati, indicando un rapido tasso di crescita.

Da maggio 2021 le aziende continuano ad assumere personale

La leggera riduzione del tasso di espansione dei nuovi ordini totali di agosto riflette però principalmente la generale stagnazione del livello delle commesse estere. Allo stesso tempo, le aziende di servizi hanno continuato ad assumere personale, estendendo l’attuale sequenza di creazione occupazionale iniziata nel mese di maggio. Dai commenti raccolti, le nuove assunzioni sono state necessarie per far fronte alle maggiori necessità aziendali, ma anche in previsione di un forte incremento della domanda futura. Come conseguenza, dopo quattro mesi consecutivi di accumulo degli ordini in giacenza, il livello delle commesse inevase di agosto presso le aziende di servizi in Italia si è stabilizzato.

Un rallentamento delle pressioni inflazionistiche nel settore italiano dei servizi

Gli ultimi dati raccolti, riporta una notizia di Askanews, hanno anche indicato un rallentamento delle pressioni inflazionistiche del settore italiano dei servizi. Il carico dei costi è continuato ad aumentare, seguendo una tendenza mensile iniziata già a giugno 2020. E il tasso di inflazione, anche se continua a essere rapido, ha indicato il valore più lento degli ultimi tre mesi.

Come va il Superbonus 110%? Lo rivela un Osservatorio dedicato

Ottima idea, un po’ meno facile la messa in pratica: ecco come viene percepito e vissuto da parte dei cittadini il Superbonus 110%,  l’incentivo che agevola gli interventi di efficientamento energetico e sismico. Lo rivela il 110%Monitor – il nuovo Osservatorio Nomisma sulle operazioni di riqualificazione energetica e sismica soggette al Superbonus – che fornisce aggiornamenti trimestrali sull’andamento di questa iniziativa. L’obiettivo dell’Osservatorio è monitorare l’efficacia del Superbonus, valutarne le criticità e promuovere modelli di business che ne facilitino l’accessibilità da parte dei cittadini italiani. 

Passaggi da correggere

Ferma restando la validità dell’incentivo, ci sono delle criticità da correggere. Come riporta l’Osservatorio, “Attualmente, infatti, gli interventi asseverati stanno crescendo più lentamente rispetto alle aspettative, emerge un senso di rassegnazione da parte delle famiglie a fronte delle incertezze normative, e i condomìni – i principali destinatari di questa iniziativa – hanno delle difficoltà ad attivarsi”.  Tanto che sono sempre meno i condomini che utilizzano questa risorsa: i dati affermano che circa il 40% degli interventi riguarda le abitazioni singole. Per quanto concerne gli ambiti territoriali, gli interventi si stanno concentrando in territori come Lombardia, Veneto, Lazio ed Emilia-Romagna, regioni più pronte a gestire a livello amministrativo e realizzativo operazioni simili.

Interventi a rilento

L’analisi ha esaminato l’andamento delle richieste di intervento e quelle effettuate a poco più di un anno dal lancio dell’incentivo. Dai dati di 110%Monitor emerge come il numero di interventi asseverati sia cresciuto, ma non alla velocità attesa. L’aspetto più grave è però un certo pessimismo rispetto al bonus evidenziato da molte persone, scoraggiamento che si evince dal calo, rispetto all’anno scorso, del numero di famiglie potenzialmente interessate, che sono passate dai 10,5 milioni di maggio 2020 ai 9 milioni di giugno 2021. Un atteggiamento che conduce a un rallentamento della crescita degli interventi. I dati Enea del 17 maggio 2021 affermano che sono in corso 14.450 cantieri, per un importo lavori di 1,66 miliardi. “Una percentuale esigua rispetto alla domanda potenziale”, ha commentato Marco Marcatili, Responsabile Sviluppo Nomisma.

“Effetto rassegnazione”

Quali sono però le criticità che hanno portato a questo “effetto rassegnazione”, come lo ha definito lo stesso Marcatili? Sono diverse le problematiche segnalate dai cittadini, ma le principali sono l’incertezza sulle decisioni normative e l’inadeguatezza delle informazioni a disposizione degli operatori. “Ulteriori nodi problematici” rivela ancora l’Osservatorio “sono rappresentati, inoltre, dalle difficoltà riscontrate dalle imprese a causa dell’aumento dei prezzi e dal fatto che anche abusi di minima entità possono impedire l’avvio delle operazioni”.

L’Italia che invecchia: i profili di Perennials, Silver Lines e Gloomers

Ci sono italiani che invecchiano benissimo, altri così così e altri ancora per cui l’avanzare dell’età è un vero problema. Ma da cosa dipende l’attitudine al “buon invecchiamento”? Dipende a quale categoria si appartiene: Perennials, Silver Lines o Gloomers. A individuare e tracciare i tre identikit è stata una una ricerca realizzata da Doxa Pharma per Nutricia FortiFit attraverso interviste online a 500 italiani con più di 60 anni per monitorare il loro stato di salute e la percezione del proprio benessere psicofisico.

Chi sono i Perennials 

In base ai risultati dello studio, i Perennials – che rappresentano il 40% del campione – hanno in media  70 anni, sono in leggera prevalenza uomini (54% e 46% donne) e la loro parola chiave è vitalità. Hanno un atteggiamento fortemente proattivo nei confronti della vita, amano andare alla ricerca di nuove esperienze e si sentono pieni di energia. Il 69% di loro usa i mezzi digitali per esplorare nuovi luoghi e conoscenze, il 63% è attento a quello che mangia e il 40% si interessa alla propria forma fisica e fa sport regolarmente. Addirittura, non si sentono meno in forma rispetto a 5 anni fa e la loro età matura fa sì che possano fare quello che non hanno potute vivere prima.

I Silver Lines…

Un altro 40% del campione intervistato appartiene alla categoria Silver Lines: hanno in media 70 anni, sono maggiormente uomini (55% e 45% donne) e hanno fatto loro la parola d’ordine”resilienza”. Si mantengono dinamici soprattutto curando i rapporti sociali e il benessere personale, attraverso l’attività fisica e l’alimentazione. Il 68% di loro usa i mezzi digitali per rimanere in contatto con familiari e amici, il 62% sa che è importante tenersi in movimento e cerca di farlo adattando le attività alla propria età e il 33% rappresenta un punto di riferimento per la propria famiglia e si occupa regolarmente dei nipoti. Però il loro sguardo sul futuro è meno limpido rispetto a quello dei Perennials: ci sono sia momenti di positività sia di preoccupazioni.

… e i Gloomers

L’ultimo 20% del campione rientra nella categoria Gloomers, un po’ più grandi dei precedenti – hanno in media 75 anni – e soprattuto donne (68% e 32% uomini).  Meno positivi rispetto ai precedenti, i Gloomers vivono la loro età con maggiore stanchezza e disimpegno. Anche sul fronte tecnologico sono più distaccati: il 30% possiede il cellulare, ma lo utilizza soprattuto per le telefonate. La loro visione del futuro ha una connotazione in prevalenza negativa.